Friuli Venezia Giulia

Truffe affettive, quando l’amore diventa un inganno: incontro Fidapa con Chiara Vergani

PORDENONE – Si è tenuto alla Sala Propordenone di viale Cossetti, il convegno e la presentazione del libro “Come sopravvivere alle truffe affettive” di Chiara Vergani, scrittrice, pedagogista e criminologa, promosso da Fidapa e dal Circolo Carlo Cojazzi. Un appuntamento molto partecipato, che ha saputo coinvolgere il pubblico con contenuti attuali, testimonianze intense e preziosi spunti di riflessione su un fenomeno purtroppo sempre più diffuso.

Ad aprire il convegno è stata la presidente Fidapa Sonja Pin, che ha portato i saluti alle socie e al pubblico presente, complimentandosi con le relatrici per la scelta di un argomento di grande rilevanza sociale e drammatica attualità.

L’incontro è stato arricchito dalle voci narranti di Maria Grazia Di Donato ed Enzo Samaritani, che hanno guidato il pubblico attraverso letture e testimonianze intrecciando esperienze reali e riflessioni sul tema. Hanno inoltre portato contributi professionali Morena Cristofori, già presidente FIDAPA, Benedetta Cojazzi, avvocata libera professionista, e la stessa Chiara Vergani.

Ma che cos’è, esattamente, una truffa affettiva? Come ha spiegato Vergani, si tratta di una relazione costruita ad arte per ingannare, che utilizza il coinvolgimento emotivo come strumento per raggiungere un obiettivo che non è mai l’amore, bensì esclusivamente economico.

I truffatori si presentano spesso come uomini separati, talvolta militari in missione all’estero, con figli lasciati soli dopo l’abbandono della madre. Per mesi scrivono, raccontano, ascoltano, condividono storie e fragilità, creando un rapporto di fiducia profonda. Poi, gradualmente, entra in scena l’imprevisto: una malattia, un problema improvviso, una difficoltà economica. E con essa, la richiesta di aiuto. Che raramente resta unica, trasformandosi in un susseguirsi di richieste sempre più pressanti.

Sembra la trama di un film, ma non lo è. È una realtà che può colpire chiunque. Lo scamming – così viene definito questo tipo di raggiro – è gestito da bande organizzate, spesso internazionali, altamente strutturate. Non esiste livello di istruzione, preparazione culturale o attenzione che possa garantire l’immunità: chiunque può cadere in queste reti che sfruttano l’elemento emotivo come leva principale.

Quando la vittima si rende conto della truffa, dall’altra parte della tastiera si crea il vuoto. Il contatto si interrompe improvvisamente, lasciando spazio al cosiddetto ghosting. Nella maggior parte dei casi è ormai troppo tardi per recuperare ciò che è stato dato, ma la ferita più profonda è spesso un’altra: la perdita della fiducia in sé stesse.

Vergogna, mortificazione, paura di essere derise o giudicate portano molte vittime al silenzio, rendendo ancora più difficile chiedere aiuto. Proprio per questo momenti di confronto e sensibilizzazione come quello di oggi assumono un valore fondamentale.

Un incontro che ha lasciato il segno, ricordando quanto sia importante parlare, informare e rompere il silenzio per trasformare la consapevolezza in prevenzione.




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