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Usa, nuove sanzioni contro traffico petrolio e flotta ombra dell’Iran. Conclusi i colloqui indiretti Washington-Teheran

Si è conclusa la prima tornata di colloqui indiretti tra Iran e Stati Uniti in Oman. La tv di Stato iraniana precisa che sono terminati “per ora”, senza aggiungere dettagli, mentre il sito di notizie americano Axios, citando una fonte informata, conferma la fine dei colloqui, aggiungendo che un altro round negoziale si terrà nei prossimi giorni.

Intanto, gli Stati Uniti hanno annunciato nuove sanzioni contro il petrolio dell’Iran e la sua “flotta ombra”. “Il dipartimento di Stato sanziona 15 entità, due individui e 14 navi della flotta ombra coinvolte nel commercio illecito di petrolio, prodotti petroliferi e prodotti petrolchimici iraniano’”, si legge in una nota del portavoce. Le sanzioni hanno l’obiettivo di contrastare il traffico illecito di petrolio iraniano, di prodotti petroliferi e petrolchimici, la cui vendita “ha generato entrare che il regime usa per condurre le sue attività maligne”.

Araghchi: “Un buon inizio”. La mediazione dell’Oman

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, al termine dei colloqui indiretti tenuti a Mascate, ha sottolineato che si è trattato di “un buon inizio”, ma per proseguire sono necessarie consultazioni nelle capitali. ”Se continueremo su questa strada positiva, arriveremo a definire un quadro che guiderà i negoziati”, ha spiegato ai giornalisti. “Fisseremo la data e il luogo del prossimo incontro nei prossimi giorni. Siamo attualmente in una fase di rafforzamento della fiducia e i colloqui di oggi sono stati positivi”, ha aggiunto il capo della diplomazia di Teheran, sottolineando che “entrambe le parti hanno espresso le proprie opinioni in modo costruttivo”.

I colloqui indiretti ha poi spiegato Araghchi all’agenzia di stampa Irna hanno riguardato “esclusivamente il nucleare”. Tuttavia, il ministro ha aggiunto che Teheran ha sottolineato che “i colloqui sul nucleare e la risoluzione di questioni importanti richiedono calma, evitando tensioni o minacce”. “Un prerequisito per qualsiasi dialogo è asternersi da minacce e pressioni. Abbiamo sollevato in modo chiaro questo punto anche oggi e ci aspettiamo che venga pienamente rispettato in modo che sia possibile andare avanti con i colloqui”, ha aggiunto.

L’Oman ha agito oggi da mediatore tra Iran e Stati Uniti sul programma nucleare di Teheran. Secondo il ministro degli Esteri Badr bin Hamad al Busaidi i colloqui «si sono concentrati sulla possibilità di creare condizioni adeguate per la ripresa di negoziati diplomatici e tecnici». Le consultazioni «si sono concentrate sulla preparazione delle circostanze appropriate per riprendere i negoziati diplomatici e tecnici, assicurando l’importanza di questi colloqui alla luce della determinazione delle parti a garantirne il successo nel conseguire sicurezza e stabilità sostenibili», si legge nella nota dell’Oman diffusa al termine del faccia a faccia.


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