Lazio

sgomberato lo stabilimento del clan Fasciani

Per anni è rimasto sospeso in una sorta di limbo, sequestrato alla criminalità ma mai davvero restituito alla città.

L’ex  Village, confiscato definitivamente nel 2018 al clan Fasciani, si era trasformato in una terra di nessuno: un bene pubblico finito nel paradosso burocratico della gestione, affidato all’Agenzia nazionale per i beni confiscati ma abbandonato a sé stesso, fino a diventare rifugio incontrollato per senzatetto e scenario di gravi episodi di cronaca.

Qui, tra cabine divelte e cumuli di rifiuti, si sono consumati accoltellamenti, incendi dolosi e continue situazioni di pericolo. L’ultimo, drammatico segnale la scorsa estate, quando una lite degenerò nel sangue.

Da allora, l’area era diventata off-limits anche per i residenti, che evitavano sistematicamente quel tratto di litorale.

Oggi è scattato finalmente lo sgombero. Gli agenti, con il supporto della Polizia Locale del X Gruppo Mare, si sono trovati davanti uno scenario di degrado estremo.

Circa cento cabine in legno — un tempo spogliatoi di uno stabilimento balneare di pregio — erano state trasformate in alloggi di fortuna: strutture pericolanti, giacigli di fortuna, sanitari distrutti.

Ovunque rifiuti, avanzi di cibo, carrelli della spesa rubati e materiali incendiati, in un contesto definito dagli operatori come un’emergenza igienico-sanitaria oltre che di sicurezza pubblica.

La storia del Village è emblematica delle difficoltà che spesso accompagnano la gestione dei beni sottratti alle mafie. Dopo il sequestro del 2018, avvenuto nell’ambito delle operazioni “Tramonto” e “Alba Nuova” contro il clan Fasciani, la struttura era passata sotto il controllo dell’Agenzia nazionale.

Negli anni successivi, però, la mancanza di manutenzione e di un progetto concreto di riutilizzo aveva favorito l’abbandono e l’occupazione abusiva, trasformando un simbolo di legalità in un problema irrisolto.

Ora, con lo sgombero completato, si apre una nuova fase. Roma Capitale ha annunciato l’abbattimento totale delle strutture fatiscenti, primo passo per cancellare fisicamente ogni traccia del controllo criminale sul litorale.

L’obiettivo è restituire quell’area alla città, avviando un percorso di riqualificazione che riporti la spiaggia e il lungomare alla libera fruizione di cittadini e turisti, chiudendo definitivamente una delle pagine più buie del litorale romano.

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