Crisi Amt, si tratta ancora sul piano di salvataggio. Salis: “Siamo sulla strada giusta”

Genova. “Siamo sulla strada giusta, si stanno facendo passi avanti importanti”. Forse non è stata la giornata decisiva che si aspettava alla vigilia della girandola di incontri tra Giovanni Mottura, l’esperto incaricato di gestire la composizione negoziata della crisi di Amt, e gli enti che dovranno contribuire economicamente al risanamento dell’azienda. Ma le parole della sindaca Silvia Salis lasciano trapelare ottimismo sulla riuscita dell’operazione.
L’ex amministratore unico di Atac ha incontrato giovedì sera il presidente Marco Bucci e venerdì, verso l’ora di pranzo, ha visto Salis e Terrile a Palazzo Tursi. Piatto principale del menù la ricapitalizzazione dell’azienda, 98 milioni di euro nel 2026 ripartiti tra Regione e Comune (che cederà il deposito della metropolitana come patrimonio immobiliare). Il governatore aveva parlato di un possibile via libera sul piano che gli avrebbe consentito di rivelare i numeri, soprattutto per la parte di sua competenza, ma evidentemente c’è ancora da aspettare.
Salis: “Sull’efficientamento servono passi avanti da parte di tutti”
“Siamo fiduciosi che ci siano le condizioni per ottenere una proroga delle misure protettive previste dalla procedura di composizione negoziata. Questo è il segno di un lavoro serio e responsabile che tutte le parti stanno portando avanti con l’obiettivo comune di salvare Amt”, commenta la sindaca.
“Dopo aver fatto emergere una situazione di crisi molto profonda, ci stiamo assumendo fino in fondo la responsabilità di affrontarla e risolverla, nel pieno rispetto delle lavoratrici e dei lavoratori e con l’obiettivo di ripristinare nel più breve tempo possibile un servizio di trasporto pubblico efficiente e di qualità per la città“, prosegue Salis.
Ma il piano di risanamento aggiornato, così come presentato ai sindacati, contiene anche una previsione di “lacrime e sangue” per i prossimi anni. Non tutto potrà arrivare dall’adeguamento del contratto di servizio, contenuto in 24 milioni di euro all’anno, quindi urge risparmiare sui costi del personale (oltre 300 unità in meno con una politica di pensionamenti anticipati e turn-over parziali) e sui chilometri percorsi.
“È chiaro che nell’ottimizzazione del servizio saranno necessari passi avanti da parte di tutti. Questi dovranno avvenire nel rispetto del lavoro e nella totale salvaguardia dei diritti dei lavoratori, ma è altrettanto evidente che, dal punto di vista dell’efficientamento, la situazione attuale non può restare invariata e richiede uno studio serio e approfondito”, spiega Salis.
La sindaca aggiunge che “è sotto gli occhi di tutti il grande sforzo di trasparenza e serietà con cui stiamo lavorando e dialogando con tutte le parti coinvolte. I problemi esistono e si sono accumulati nel corso degli anni. Un salvataggio duraturo e strutturale potrà avvenire solo se tutti faranno la propria parte: il Comune, la Città Metropolitana, la Regione, che ha annunciato un impegno che auspichiamo si concretizzi rapidamente, e naturalmente anche le organizzazioni sindacali, con le quali il confronto è costante e sul quale stiamo registrando passi avanti significativi”.
Il punto sull’inchiesta, nel mirino anche il bilancio 2024
La partita Amt si gioca però anche a palazzo di giustizia. Il fascicolo di indagine per bancarotta fraudolenta e falso in bilancio aperto dal pool di pm specializzati in reati amministrativi – coordinati dal magistrato Marcello Maresca – ha fatto scattare cinque avvisi di garanzia, l’ultimo dei quali per la ex presidente di Amt Ilaria Gavuglio. La commercialista nei giorni scorsi è stata perquisita dalla guardia di finanza. Gavuglio, che da presidente aveva poi assunto anche il ruolo di direttrice generale a tempo indeterminato, era stata sospesa e poi sollevata dall’incarico a valle di durissime contestazioni disciplinari da parte della nuova governance dell’azienda di tpl.
A fine gennaio avevano ricevuto un avviso di garanzia sotto forma d’invito a comparire i quattro ex componenti del consiglio d’amministrazione: Enzo Sivori, che era anche vicepresidente, Manuela Bruzzone, Sabina Alzona e Giorgio Canepa. Le loro audizioni, che pareva dovessero svolgersi nella settimana appena conclusa – anche se probabilmente tutti si sarebbero avvalsi della facoltà di non rispondere – sono slittate ai prossimi giorni. Non è escluso, peraltro, che l’indagini si allarghi anche ad altre figure apicali o con ruoli di responsabilità all’interno di Amt.
Nel mirino degli investigatori è finito in particolare il consuntivo 2023 ma la procura si sta concentrando ora anche sull’appena approvato bilancio 2024, che comprende anche una nota integrativa che ripercorre tutta l’intricata vicenda gestionale degli ultimi anni.
Rinviata l’udienza sull’istanza di fallimento
E sempre a proposito di vicende legali, è stata rinviata l’udienza prevista il 12 febbraio in merito all’istanza di fallimento presentata da alcune aziende creditrici di Amt, istanza che sarebbe comunque rimasta congelata per effetto dello “scudo” della composizione negoziata della crisi. La giudice del tribunale civile che ha in mano il fascicolo è Chiara Monteleone, la stessa titolare anche della procedura di composizione negoziata della crisi per cui Amt chiederà la proroga ai termini di legge. La prima finestra di cnc scade, infatti, il 21 febbraio.




