Umbria

L’Umbria crea replica digitale della sua economia per anticipare problemi e studiare soluzioni


di Daniele Bovi

La scelta dei tempi è fondamentale in molti ambiti della vita, compresa l’economia. Passare da un approccio reattivo a uno predittivo è l’obiettivo del progetto guidato dalla Regione e dalla sua finanziaria Gepafin, che coinvolge quasi trenta tra società partecipate, agenzie regionali e aziende sanitarie. L’iniziativa punta, in sintesi, a creare una replica virtuale dell’economia umbra per migliorare la qualità delle decisioni pubbliche, rendere più efficiente l’uso delle risorse e rafforzare la capacità di valutare in anticipo gli effetti delle politiche. Il progetto, definito come un «digital twin economico-finanziario», è stato approvato nei giorni scorsi dalla giunta regionale.

Cos’è L’idea di fondo è costruire un modello digitale che riproduca i principali scambi economici che ruotano attorno alla Regione e ai suoi enti. Al centro ci sono i dati di fatturazione di venticinque soggetti pubblici e partecipati, che permettono di ricostruire chi paga chi, per quali servizi e con quali volumi. Mettendo insieme queste informazioni, l’amministrazione regionale intende ottenere una visione più chiara delle relazioni economiche sul territorio, individuare nodi critici e comprendere meglio come una scelta pubblica possa propagarsi lungo le filiere locali. Insomma, uno strumento di supporto alle decisioni che si baserà anche su intelligenza artificiale e algoritmi di machine learning, e che metterà a disposizione dashboard per la leggere le dinamiche dei dati.

Il perimetro L’elenco dei soggetti coinvolti è ampio e comprende, oltre alla Regione e a Gepafin, le principali società partecipate, agenzie regionali, fondazioni culturali e tutte le aziende sanitarie umbre. Proprio questo perimetro viene considerato uno dei punti di forza dell’iniziativa, perché consente di osservare insieme settori diversi, dalla sanità ai trasporti, dalla cultura ai servizi ambientali. Il tutto con l’obiettivo di arrivare a una governance più consapevole, basata su dati e simulazioni, capace di intervenire prima che i problemi diventino emergenze.

Anticipare i problemi Il progetto nasce quindi con una finalità dichiaratamente pubblica: superare una gestione basata solo sull’osservazione a posteriori e dotarsi di strumenti capaci di anticipare le criticità. In questo modo diventa possibile valutare prima l’impatto di un investimento o di una nuova misura, riducendo il rischio di effetti indesiderati. Allo stesso tempo, il sistema dovrebbe aiutare a individuare situazioni di fragilità, come una dipendenza eccessiva da pochi fornitori o la presenza di colli di bottiglia che potrebbero mettere in difficoltà servizi essenziali.

Come funziona Il coordinamento tecnico è affidato a Gepafin, che mette a disposizione una piattaforma Fintech già utilizzata in ambito finanziario. Il funzionamento del cosiddetto gemello digitale si basa sull’integrazione di diverse fonti informative. Oltre ai dati reali provenienti dalle fatture elettroniche degli enti coinvolti, vengono utilizzate informazioni statistiche di carattere territoriale. Dove i dati non sono completi, il sistema può ricorrere a ricostruzioni simulate per avere comunque un quadro coerente delle filiere economiche, senza riferimenti diretti a singoli operatori.

Analisi Una parte rilevante del progetto riguarda la capacità di analisi. Il modello consente di rappresentare l’economia regionale come una rete di relazioni, mettendo in evidenza collegamenti, concentrazioni e passaggi chiave. Su questa base è possibile simulare scenari alternativi e rispondere a domande pratiche, come cosa accadrebbe se un grande fornitore uscisse dal mercato o se una spesa pubblica venisse riallocata. È previsto anche l’uso di strumenti di consultazione semplificati, pensati per permettere agli utenti autorizzati di interrogare il sistema (attraverso un chatbot) e ottenere sintesi e report senza competenze specialistiche.

I dati Particolare attenzione, ovviamente, è riservata alla tutela dei dati. Il flusso informativo è stato progettato in modo che le informazioni sensibili non lascino mai i sistemi dei singoli enti in forma riconoscibile. I dati vengono trattati e trasformati già alla fonte, prima di essere trasferiti in modo sicuro, così da impedire l’identificazione diretta dei soggetti economici coinvolti. Solo informazioni anonimizzate e non reversibili vengono utilizzate per le analisi.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.



Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »