Scuola, la Mastro Giorgio-Nelli di Gubbio contro l’accorpamento: «Smembramento che ci impoverisce»
di Dan.Bo.
Dal metodo alle tempistiche, dall’impatto didattico sugli studenti a quello organizzativo e sul personale, dall’equità territoriale fino all’offerta formativa. Sono molti i rilievi e le problematiche sottolineati dal collegio docenti e dal consiglio d’istituto della scuola media Mastro Giorgio-Nelli di Gubbio, una di quelle interessate dagli accorpamenti decisi nei giorni scorsi dal commissario ad acta Ernesto Pellecchia, neo direttore dell’Ufficio scolastico regionale. Collegio docenti e consiglio d’istituto hanno deciso di uscire allo scoperto venerdì con una lettera aperta di quasi quattro pagine nella quale si parla, più che di opportunità, di impoverimento dell’istituto.
Smembramento Il documento nasce dall’esigenza di «provare a fare ordine sul susseguirsi di vicende e omissioni che hanno condotto allo smembramento in 3 istituti comprensivi della scuola media unica di Gubbio, che funziona come tale da quasi 15 anni». Una scelta che, viene sottolineato, coinvolge non solo la Mastro Giorgio-Nelli, ma anche i circoli didattici cittadini, il cui personale sta vivendo «con un po’ di malinconia la fine delle loro istituzioni scolastiche così come sono state fino ad ora».
Le tappe Nella ricostruzione dei fatti, collegio docenti e consiglio d’istituto ricordano che il percorso che ha portato alle delibere regionali di dicembre era stato illustrato internamente già il 15 dicembre, con l’impegno a comunicare eventuali aggiornamenti. Una informativa che non era stata estesa alle famiglie per evitare allarmismi su scenari ancora incerti, anche perché con la nomina del commissario ad acta le decisioni avrebbero potuto cambiare, come poi è avvenuto in altri territori.
Nessun interlocutore Resta però, secondo la scuola, un punto fermo: «A parte il confronto costante con il Comune di Gubbio, la nostra scuola non è mai stata contattata, né formalmente né informalmente, da organi tecnici o politici per avere almeno informazioni precise e dettagliate sull’attuale funzionamento della Mastro Giorgio-Nelli e della sua logistica». Un’assenza di interlocuzione che viene collegata anche ai cantieri in corso da anni in alcuni plessi, elementi che, secondo i docenti, non sarebbero stati adeguatamente considerati nella proposta di riorganizzazione.
Disgregazione Entrando nel merito del decreto, la lettera prende le distanze da letture considerate eccessivamente ottimistiche. Se da un lato non si mette in dubbio la capacità dei futuri istituti comprensivi di costruire nel tempo una buona offerta educativa, dall’altro si afferma che «la disgregazione di un’offerta formativa unitaria sarebbe stata nell’immediato un impoverimento di opportunità per gli studenti attuali e, nel breve periodo, anche per i futuri». Il problema principale, viene ribadito, è quello delle tempistiche: «Sapere a febbraio, con le iscrizioni già aperte, che dal prossimo settembre le attuali direzioni didattiche avranno anche classi di scuola secondaria di 1° grado è davvero una corsa contro il tempo».
Pari opportunità La scuola rivendica il valore di un’offerta costruita negli anni, frutto di lavoro collegiale e di continui aggiustamenti, orientati al benessere e al successo formativo degli studenti. Un’impostazione che, viene ricordato, ha garantito pari opportunità anche ai plessi di Branca e Mocaiana, sempre considerati parte integrante di un unico corpo scolastico e non sedi periferiche.
Discontinuità Proprio su questi plessi si concentra una delle maggiori preoccupazioni. La divisione dell’istituto, secondo il documento, comporterà «necessariamente discontinuità nei percorsi dei nostri studenti dei plessi di Branca e Mocaiana», interrompendo un modello che ha assicurato negli anni stabilità del corpo docente, attività pomeridiane gratuite, progetti Erasmus, indirizzo musicale, nuoto e viaggi di istruzione comuni. Allo stesso tempo viene spiegato perché sarebbe stato «ancor più devastante e irragionevole» intervenire sulle classi prime e seconde dei plessi centrali, già riorganizzate per fasce d’età a causa dei lavori di ristrutturazione in corso dal 2021.
Instabilità Una redistribuzione degli studenti già iscritti, definita «una fantasiosa divisione a tavolino», avrebbe prodotto, secondo la scuola, perdita della continuità didattica, frammentazione del corpo docente e forte instabilità per studenti e famiglie, con ricadute ancora più gravi sugli alunni con disabilità. A fronte di questi effetti, si chiede apertamente «a chi gioverebbe tutto ciò». Con il nuovo assetto, lo smembramento riguarderà invece gli studenti di Branca e Mocaiana e le future classi prime, a partire da settembre 2026, con la nascita di tre istituti comprensivi distinti. Una fase iniziale che, si osserva, potrebbe essere caratterizzata da maggiore instabilità del personale, legata al numero ridotto di sezioni, almeno fino a quando il sistema non andrà a regime.
Il musicale Tra le criticità segnalate c’è anche l’assegnazione dell’indirizzo musicale, uno dei più storici dell’Umbria, a un solo istituto comprensivo. Una scelta che, secondo la lettera, «determina una riduzione delle opportunità formative per una parte degli studenti eugubini e un impoverimento complessivo dell’offerta educativa del territorio». Lo stesso interrogativo viene posto sul futuro dei progetti Erasmus e delle numerose attività extracurricolari gratuite già finanziate e programmate fino alla fine del 2026, pensate per l’intera comunità scolastica.
L’appello La lettera si conclude con un appello all’amministrazione comunale affinché utilizzi ogni strumento possibile per tutelare gli studenti e garantire alle famiglie «informazioni serie, univoche e precise», chiedendo anche un impegno specifico per il futuro dei plessi di Branca e Mocaiana. Al centro, viene ribadito, deve restare «la serenità immediata dei ragazzi» e la necessità di evitare polemiche interne, concentrando l’attenzione sulla salvaguardia delle esperienze costruite negli anni. In questo quadro, si sottolinea infine, il futuro degli incarichi dirigenziali non può diventare il tema centrale di una fase che incide direttamente sulla vita quotidiana degli studenti. L’altra città interessata dagli accorpamenti è Città di Castello: come annunciato nelle scorse ore dall’assessore Fabio Barcaioli, lunedì ci sarà un altro vertice con il commissario per discutere proprio dei problemi di Castello.
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