Ministero al centro della bufera politica

È ormai uno scontro a colpi di interrogazioni parlamentari quello che si sta consumando attorno alla gestione del Ministero della Cultura, con accuse incrociate tra Partito Democratico e Fratelli d’Italia che portano la polemica direttamente nelle aule istituzionali.
Da un lato, i deputati dem Piero De Luca e Stefano Graziano hanno depositato un’interrogazione parlamentare chiedendo al ministro Giuli di riferire in Parlamento su quella che definiscono una gestione “opaca e politicizzata” del Mic, con particolare riferimento alle nomine nei Consigli di amministrazione dei musei statali. Secondo i parlamentari del Pd, il ministro starebbe evitando il confronto pubblico e istituzionale, sottraendosi al dovere di rendere conto delle proprie scelte.
Nel mirino dei dem finiscono soprattutto le nomine considerate di natura politica, ritenute in contrasto con le norme che prevedono l’individuazione di personalità di chiara fama e comprovata competenza nella gestione del patrimonio culturale. “Vogliamo vedere i curricula delle recenti nomine”, affermano De Luca e Graziano, che parlano di un atto “grave e irresponsabile” capace di mettere a rischio un sistema culturale che rappresenta un’eccellenza riconosciuta a livello mondiale.
Particolarmente dura la presa di posizione sulla Reggia di Caserta, indicata come simbolo di un patrimonio che non dovrebbe essere oggetto di logiche di spartizione politica. Secondo i deputati dem, le scelte del ministro potrebbero addirittura compromettere i requisiti necessari al mantenimento del riconoscimento Unesco, esponendo i beni culturali italiani a rischi definiti “inaccettabili” e minando la credibilità delle istituzioni.
Alle accuse del Pd non si è fatta attendere la controffensiva di Fratelli d’Italia. Il capogruppo FdI Gennaro Sangiuliano ha infatti annunciato la presentazione di un’interrogazione urgente a risposta scritta, indirizzata al presidente Fico, relativa a un incarico conferito in passato all’onorevole Stefano Graziano.
Nel dettaglio, Fratelli d’Italia chiede chiarimenti sull’incarico assegnato a Graziano quando non ricopriva ruoli elettivi e fu nominato consigliere dell’allora presidente Vincenzo De Luca. L’interrogazione punta a fare luce su diversi aspetti: se l’incarico fosse a titolo oneroso, l’eventuale compenso percepito, le modalità di svolgimento delle mansioni, l’esistenza di una postazione di lavoro, l’obbligo di presenza e la produzione di relazioni o documenti ufficiali.
Sangiuliano ha inoltre annunciato che, sullo stesso tema, sarà presentato anche un accesso agli atti, segnando l’intenzione di andare fino in fondo nella verifica amministrativa.
Il risultato è un duello politico sempre più acceso, che sposta il confronto dal piano culturale a quello istituzionale e parlamentare. Da una parte il Pd rivendica trasparenza, competenza e tutela del patrimonio pubblico; dall’altra Fratelli d’Italia rilancia chiedendo chiarezza su incarichi e responsabilità del passato.
Un confronto che, a giudicare dai toni e dalle iniziative annunciate, è destinato a proseguire nelle prossime settimane, con il Ministero della Cultura al centro di una battaglia politica che intreccia nomine, gestione dei beni culturali e responsabilità istituzionali.
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