Servizi per l’infanzia, la denuncia: “Il Molise resta indietro nonostante il calo delle nascite” | isNews
La Cgil evidenza il paradosso e le criticità: “Alla carenza di posti si aggiunge il peso economico che grava sulle famiglie”
CAMPOBASSO. In Molise nascono sempre meno bambini, eppure si continua a restare indietro per quel che concerne i servizi per l’Infanzia. Lo dicono i dati ISTAT presentati il 3 febbraio sull’offerta dei nidi e dei servizi integrativi per la prima infanzia – anno educativo 2023/2024.
Dati che destano forte preoccupazione e a evidenziarlo è la Cgil. “Nonostante il costante calo delle nascite abbia ridotto il divario tra numero di bambini e disponibilità di posti nei nidi – si legge nella nota del sindacato – la regione resta ben al di sotto del target europeo del 33%, fissato già per il 2010. Ancora più lontano appare l’obiettivo del 45% previsto per il 2030. Una situazione che la Cgil Abruzzo Molise denuncia da tempo e che oggi appare sempre più paradossale.
Da un lato, infatti, il Governo nazionale proclama a gran voce la necessità di contrastare la denatalità; dall’altro, né lo Stato né la Regione sembrano mettere in campo politiche strutturali capaci di garantire il diritto all’educazione sin dai primi mesi di vita. Le disuguaglianze territoriali sono ormai cronicizzate: il Molise, insieme ad altre sette regioni, non raggiunge ancora il rapporto minimo tra posti disponibili e popolazione infantile”
Alla carenza di posti si aggiunge il peso economico che grava sulle famiglie. “Le rette – sottolinea ancora il sindacato – restano elevate e, nonostante i bonus, la quota di compartecipazione richiesta risulta spesso insostenibile per molti nuclei familiari, influenzando negativamente la scelta di iscrivere i bambini ai nidi.
Il quadro è aggravato dalla presenza di lunghe liste d’attesa e da una domanda in crescita che il sistema educativo per la prima infanzia non riesce ad assorbire. Una contraddizione evidente se si considera che l’ampliamento dei servizi per l’infanzia rappresenterebbe una leva fondamentale per l’aumento dell’occupazione femminile, oggi fanalino di coda in Europa: sia perché consentirebbe alle madri di conciliare lavoro e cura, sia perché il settore impiega prevalentemente manodopera femminile.
A completare lo scenario, pesano i ritardi nell’attuazione dei progetti finanziati dal PNRR. In Molise, a pochi mesi dalla scadenza, è stato speso solo il 39,6% dei circa 60 milioni di euro destinati ad asili nido e scuole dell’infanzia, mentre appena il 10,7% delle opere risulta completato (dati REGIS, ottobre 2025). Numeri che rendono sempre più difficile credere nel rispetto della scadenza di giugno 2026 per il collaudo delle strutture.
Il tempo, da qui al 2030, non manca per invertire la rotta e raggiungere l’obiettivo europeo del 45% di copertura. Ma senza una chiara volontà politica e un impegno concreto da parte di Governo ed enti locali, il rischio è che il Molise continui a pagare il prezzo più alto della crisi demografica e dell’assenza di servizi essenziali per le famiglie”.
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