Basilicata

Cetraro: denaro, droga e armi, nuove accuse per l’ex latitante Scornaienchi

Droga, armi e denaro nel suo rifugio a Cetraro, nuove accuse per il l’ex latitante Scornaienchi: Ordinanza cautelare del gip distrettuale di Catanzaro


CETRARO – L’ipotesi di una serie di reati contestati a Giuseppe Scornaienchi, 35 anni, di Cetraro, complica ulteriormente la posizione dell’indagato dopo l’arresto avvenuto nei giorni scorsi, a gennaio. Un’attività che ha posto fine ad un periodo di latitanza, ma che ha aperto ulteriori filoni investigativi soprattutto in seguito all’individuazione del covo utilizzato dall’uomo.

Un rifugio tutt’altro che improvvisato, attrezzato, secondo gli investigatori, per una latitanza di lungo periodo e pronto, all’occorrenza, anche a resistere. È quanto emerge dal video diffuso dalle forze dell’ordine che documenta in parte l’interno del covo utilizzato da Giuseppe Scornaienchi arrestato giovedì 8 gennaio nelle campagne di Cetraro dopo mesi di irreperibilità. L’uomo era latitante dal 25 settembre dello scorso anno ed è considerato un soggetto di elevata pericolosità.

L’ORDINANZA DOPO GLI ELEMENTI RACCOLTI NEL COVO DI SANTA LUCIA A CETRARO

La nuova ordinanza cautelare consegnata a Giuseppe Scornaienchi nella mattinata di ieri (5 febbraio 2026) riguarda, da quanto si è appreso, elementi raccolti in quel casolare isolato di contrada Santa Lucia del comune balneare del Tirreno cosentino. I carabinieri del Comando provinciale di Cosenza hanno notificato all’uomo attualmente detenuto un ulteriore provvedimento emesso dal gip del Tribunale di Catanzaro, che dispone nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere. I reati contestati sono: detenzione di arma comune da sparo clandestina, ricettazione e detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio.

L’ordinanza, richiesta dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, Direzione distrettuale antimafia, trae origine dagli esiti delle attività investigative. Proprio durante quelle operazioni successive al fermo, i militari avevano eseguito una perquisizione all’interno dell’abitazione rurale di Cetraro dove Scornaienchi era stato individuato. Nell’immobile è stato rinvenuto denaro in contanti per una cifra che supererebbe i 70mila euro. C’erano anche tre pistole con matricola abrasa, numerose munizioni, telefoni cellulari e materiale utile al travisamento. Persino una maschera facciale in lattice che l’uomo avrebbe potuto utilizzare per uscire indisturbato dall’abitazione. Sequestrate anche sostanze stupefacenti: oltre 360 grammi di marijuana e poco più di mezzo chilo di cocaina, quantitativi ritenuti compatibili con l’ipotesi di detenzione finalizzata allo spaccio.

POSSESSO ILLECITO DI ARMI, DROGA E DENARO

Il ritrovamento di armi, droga e denaro ha indotto l’autorità giudiziaria distrettuale a ipotizzare ulteriori responsabilità a carico dell’indagato, con riferimento sia al possesso illecito delle armi che alla disponibilità dello stupefacente e alla presunta provenienza illecita della somma di denaro. In relazione a quest’ultimo aspetto, il gip ha disposto anche il sequestro preventivo finalizzato alla confisca. La posizione di Scornaienchi resta ancora al vaglio dell’autorità giudiziaria nella fase delle indagini preliminari.

Inoltre, come è noto, nella mattinata del 28 gennaio scorso i carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza hanno notificato al 35enne una ulteriore ordinanza cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Catanzaro. Anche quest’atto dispone nei suoi confronti la misura della custodia in carcere per il reato di porto illegale di arma comune da sparo e degli arresti domiciliari per il reato di tentata violenza privata.Il provvedimento scaturisce dalle indagini avviate in prima battuta dai carabinieri della Compagnia di Scalea, proseguite poi dai militari del Nucleo investigativo di Cosenza, in merito all’esplosione di colpi d’arma da fuoco e al posizionamento di una lettera minatoria all’ingresso della discoteca “Il Castello” a Sangineto il 14 agosto 2025.


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