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Mercato smartphone: Apple da record, ma il 2026 fa già paura

Il 2025 si è chiuso con un ritmo di crescita che mancava da qualche anno, un segnale che il mercato degli smartphone non ha perso la sua capacità di sorprendere. Dietro a questi numeri, però, troviamo dinamiche molto diverse tra i vari produttori, con chi festeggia nuovi record e chi prova a non farsi schiacciare dalla concorrenza.

L’ultimo rapporto Omdia mostra un quadro ricco di sfumature, che ci mostra performance solide e prime preoccupazioni per il 2026, anno che si preannuncia meno semplice del precedente in termini di mercato.

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Il mercato torna a crescere

Secondo Omdia, le spedizioni globali di smartphone sono aumentate del 2% nel 2025, raggiungendo 1,25 miliardi di unità, il livello più alto dal 2021. Quasi tutte le regioni hanno registrato un miglioramento rispetto al 2024, con l’unica eccezione della Grande Cina, dove il calo dei sussidi statali ha frenato la domanda nella seconda parte dell’anno.

Il quarto trimestre ha chiuso con un ulteriore +4% su base annua, favorito dalla stagionalità e da risultati solidi dei principali produttori.

Nelle ultime settimane dell’anno, però, l’aumento dei costi dei componenti, soprattutto le memorie, ha iniziato a pesare sulle previsioni per l’inizio del 2026.

Tra i produttori spicca Apple, che ha raggiunto il suo volume annuale più alto di sempre: 240,6 milioni di unità, in crescita del 7%, mantenendo la prima posizione per il terzo anno consecutivo. Nel quarto trimestre, l’azienda ha toccato livelli record anche grazie a un incremento del 26% in Cina continentale, spinto dalla serie iPhone 17.

I grandi produttori riorganizzano le posizioni

Il 2025 ha segnato un’inversione di tendenza anche per Samsung, che dopo tre anni di flessioni ha registrato un +7%, chiudendo l’anno appena dietro Apple. Il quarto trimestre ha mostrato una crescita ancora più evidente, pari al 16%, trainata da una domanda stabile per i modelli di fascia alta e da un recupero nelle fasce più popolari della serie A.

Xiaomi ha difeso la sua terza posizione, nonostante un calo del 2% nell’ultima parte dell’anno, con difficoltà soprattutto nei modelli d’ingresso.

La strategia rimane focalizzata su un’espansione più ampia dell’offerta, dai prodotti POCO ai dispositivi AIoT nei negozi.

Per la prima volta, vivo ha conquistato il quarto posto globale con 105,3 milioni di unità e una crescita del 4%, grazie a risultati costanti in patria e in India. Subito dietro, OPPO ha chiuso a 100,7 milioni di unità, un dato comunque inferiore del 3% rispetto al 2024, anche se il quarto trimestre ha segnato un ritorno alla crescita grazie ai nuovi modelli A6x.

Oltre la top 5 e gli scenari per il 2026

Fuori dalla top 5, diversi marchi hanno mantenuto una domanda positiva anche in un contesto competitivo. Honor e Lenovo hanno registrato rispettivamente un aumento dell’11% e del 6%, raggiungendo nuovi massimi grazie all’espansione geografica. Huawei ha continuato a crescere fino a tornare al primo posto in Cina continentale dopo cinque anni.

Tra i produttori emergenti, Nothing si è rivelata la realtà con la crescita più marcata: +86% e oltre 3 milioni di dispositivi spediti.

Un risultato che dimostra quanto margine rimanga ancora per chi punta su nicchie ben definite.

Omdia sottolinea però come il 2026 possa rivelarsi un anno complesso. Le pressioni sui prezzi di DRAM, NAND e altri semiconduttori rischiano di erodere i margini e obbligare i produttori a rivedere i listini. L’impatto non sarà uniforme: i marchi con volumi più piccoli, legami meno solidi con i fornitori o forte esposizione a memorie LPDDR4/4X e modelli di fascia bassa risentiranno maggiormente dei rincari.

Di fronte a un possibile calo del mercato nel 2026, i produttori punteranno di più sulla redditività e su nuove fonti di ricavo. Secondo Omdia, saranno premiati coloro che sapranno muoversi con rapidità, gestire la catena di fornitura senza incrinare i rapporti e cogliere lo spazio lasciato dagli utenti in fase di upgrade. Alla fine, la vera sfida sarà capire non solo cosa desiderano gli acquirenti, ma anche come e perché scelgono un dispositivo.


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