Così aiutiamo i ragazzi a capire cosa c’è oltre il muro

Un momento di confronto diretto e di alto valore formativo si è svolto oggi al liceo Isabella Gonzaga di Chieti, nell’ambito del progetto didattico e sociale “Al di là del muro”, promosso dalla scuola su iniziativa della professoressa Antonella Di Sipio. All’incontro ha partecipato la garante dei detenuti, Monia Scalera invitata a dialogare con gli studenti su legalità, diritti e funzione rieducativa della pena.
Al confronto ha preso parte anche il cavaliere Pellegrino Gaeta, presidente della delegazione Abruzzo dell’International Police Association e sostituto commissario coordinatore della polizia penitenziaria. Con lui si è parlato del significato della sicurezza, del ruolo delle istituzioni e dei principi sanciti dalla Costituzione, che assegnano alla pena una funzione rieducativa e non solo punitiva.
«È stato un confronto autentico, capace di andare oltre stereotipi e semplificazioni», è stato sottolineato nel corso dell’incontro. Il progetto ha infatti offerto agli studenti l’occasione di riflettere sui temi della responsabilità individuale, dei diritti e del sistema penitenziario, per comprendere cosa ci sia davvero “oltre il muro” del carcere. «La testimonianza diretta è uno strumento fondamentale di prevenzione della devianza minorile, perché permette ai ragazzi di misurarsi con le conseguenze reali delle scelte e con il valore delle regole come presidio di libertà e convivenza civile».
Particolarmente toccante il contributo finale di Fabiana Raciti, intervenuta in collegamento video. La figlia di Filippo Raciti, il poliziotto ucciso allo stadio di Catania, ha portato una testimonianza intensa e composta, capace di parlare ai giovani in modo diretto. «La violenza e la cultura dell’illegalità lasciano ferite permanenti, non solo nelle vittime dirette ma nell’intera comunità», è stato il messaggio emerso dal suo racconto.
«Incontri come questo dimostrano quanto la scuola sia un presidio essenziale di educazione alla legalità e di prevenzione sociale», è stato evidenziato in conclusione. «Costruire ponti tra istituzioni, forze dell’ordine e giovani generazioni è fondamentale per promuovere responsabilità, rispetto delle regole e una cittadinanza davvero consapevole».
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