Ft, ‘Mosca aggira le sanzioni sui pagamenti esteri con finti rubli’ (2) – Altre news
Secondo l’inchiesta del
quotidiano britannico, A7 avrebbe rapidamente sostituito una
miriade di intermediari informali di pagamenti online
proliferati dopo l’introduzione delle sanzioni occidentali. La
società sostiene di aver gestito nei primi sei mesi di attività,
appunto, transazioni per 7.500 miliardi di rubli e di
rappresentare a dicembre circa il 19% del volume totale delle
operazioni di commercio estero delle imprese russe.
Nonostante sia stata sanzionata da Stati Uniti, Regno Unito e
Unione europea nel corso del 2025, A7 ha aperto uffici in almeno
due Paesi africani e ha annunciato piani di espansione in tutte
le principali città russe. Lo stesso presidente russo Vladimir
Putin ha partecipato in collegamento video a una recente
inaugurazione a Vladivostok, nell’Estremo Oriente russo.
Le finte banconote di A7 riportano skyline stilizzati di
città russe, e possono avere un valore nominale fino a circa
5.000 dollari. Vengono pubblicizzate su Telegram come servizio
per turisti russi, racconta l’Ft. All’estero, i titoli possono
essere convertiti raschiando una pellicola argentata che rivela
un codice QR, da inviare a un bot Telegram: secondo il materiale
promozionale, un intermediario consegna quindi contanti di
persona. Al momento il servizio risulterebbe operativo solo per
incassare in dirham a Dubai e dollari a Istanbul.
Le banconote possono inoltre essere convertite in A7A5, una
criptovaluta ancorata al rublo lanciata da A7 e Promsvyazbank
come prima stablecoin russa, pubblicizzata come coperta da
depositi detenuti presso la banca statale. Secondo la società di
analisi blockchain Elliptic, segnala ancora il Financial Times,
circa 2.300 banconote sono già state riscattate in A7A5, per un
valore complessivo di 8,6 milioni di dollari. Il volume
aggregato delle transazioni della stablecoin avrebbe superato i
100 miliardi di dollari dal suo lancio, avvenuto all’inizio del
2025.
L’Ft segnala tra l’altro che in un webinar rivolto alle
piccole e medie imprese russe, i rappresentanti della società
hanno spiegato che gli importatori possono acquistare cambiali
A7 e consegnarle ai fornitori stranieri, ad esempio in Cina,
come forma di “pagherò” garantito dal diritto russo: A7 si
assume poi l’onere di regolare l’operazione al di fuori del
sistema bancario tradizionale e senza ricorrere a Swift. A7A5 è
riconosciuta ufficialmente dalla banca centrale russa rendendone
legale l’uso nel commercio estero. In questo modo Mosca starebbe
accelerandone l’uso per aggirare i vincoli sui pagamenti
internazionali.
Documenti interni attribuiti ad A7, pubblicati online dopo un
presunto attacco informatico, secondo FT descrivono quindi un
meccanismo basato su contante, cambiali e criptovalute che muove
fondi attraverso catene complesse di società, incluse entità
registrate in Kirghizistan. Secondo Elliptic e la società di
intelligence blockchain TRM Labs, portafogli riconducibili ad A7
avrebbero effettuato transazioni in criptovalute per circa 56
miliardi di dollari, con ulteriori flussi transitati tramite
portafogli intermedi collegati a società di comodo o partner
commerciali in Cina, Sud-est asiatico e Sudafrica.
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