Lazio

crescente clima di insicurezza, serve un intervento urgente

Non è più soltanto una questione di degrado urbano, ma di sicurezza e incolumità pubblica. Dopo l’ennesima scia di aggressioni nel quartiere di San Lorenzo, la presidente del Municipio II, Francesca Del Bello, ha deciso di intervenire formalmente, scrivendo alle autorità competenti.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata ieri, 4 febbraio 2026, quando il presunto autore degli attacchi è stato fermato e poi rilasciato nel giro di poche ore, non essendo stato ritenuto necessario il Trattamento sanitario obbligatorio.

Un epilogo che ha riacceso la paura tra i residenti e che, secondo la minisindaca, rischia di trasformarsi in un pericoloso precedente. Perché il bilancio delle vittime parla chiaro ed è tutt’altro che episodico.

Negli ultimi giorni la furia del giovane si è abbattuta senza distinzione su chiunque si trovasse sulla sua strada. Due operatrici Ama sono state aggredite mentre svolgevano il loro turno di lavoro.

Una donna di 44 anni è stata colpita con tale violenza da dover essere sottoposta a un delicato intervento di chirurgia maxillo-facciale.

Una ragazzina di dodici anni è stata fermata e colpita mentre andava a scuola, un episodio immortalato dalle telecamere. Solo lunedì scorso, infine, una madre e il figlio sono stati scaraventati a terra dalla bicicletta in via dei Dalmati.

Nella lettera inviata alle istituzioni, Del Bello parla apertamente di un clima di sfiducia crescente. «Il fatto che una persona con evidenti elementi di pericolosità venga rilasciatascrivegenera un forte senso di sfiducia nelle istituzioni. È stato già più volte fermato e nei suoi confronti è stato elevato anche un provvedimento di espulsione, rimasto però senza esito. I cittadini temono il ripetersi di episodi analoghi in assenza di misure di controllo efficaci».

Pur riconoscendo il lavoro quotidiano svolto da Carabinieri, Polizia di Stato e Polizia Locale, il Municipio chiede ora un cambio di passo.

Tra le richieste avanzate ci sono presidi fissi e pattugliamenti costanti nei punti più sensibili del quartiere, per restituire ai residenti non solo sicurezza reale ma anche percepita.

Sul tavolo anche la necessità di una revisione delle procedure di gestione dei soggetti violenti, con particolare attenzione alla tempestività dei Tso o all’adozione di misure cautelari adeguate.

Infine, un’azione più incisiva contro i giacigli di fortuna, ritenuti uno degli elementi che alimentano situazioni di degrado, insalubrità e rischio.

Una presa di posizione netta che fotografa il disagio di un intero quartiere, stretto tra emergenze sociali irrisolte e una violenza che, da isolata, sembra ormai diventata quotidiana.

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