Abruzzo

nel 2025 aumentano in Abruzzo


Anche nel 2025 continuano ad aumentare gli infortuni sul lavoro in Abruzzo e Molise. I dati Inail parlano di 211 denunce in più in Abruzzo e di 29 in più in Molise rispetto al 2024, confermando come quello della sicurezza nei luoghi di lavoro resti un problema strutturale nei due territori.

In Abruzzo nel corso dell’anno sono stati denunciati complessivamente 12.033 infortuni, mentre in Molise il totale è stato di 1.785 casi. «Nonostante le tante azioni sindacali messe in campo per garantire maggiore sicurezza, il trend non si inverte e continua a caratterizzare in negativo il mondo del lavoro», viene sottolineato nella nota diffusa dalla Cgil Abruzzo Molise.

Secondo il sindacato, a pesare è anche l’assenza di interventi concreti a livello nazionale. «Non rassicura di certo l’assenza, nella legge di bilancio, di risorse dedicate alla sicurezza sul lavoro. Non sono previsti fondi per aumentare e migliorare controlli e ispezioni, né investimenti pubblici specifici», si legge ancora nel documento. Un tema che, secondo la Cgil, dovrebbe essere centrale nell’agenda politica ma che continua invece a essere affidato a iniziative isolate, senza una strategia complessiva.

A mancare, viene evidenziato, sono anche gli investimenti privati. «Troppe aziende continuano a considerare la sicurezza solo come un costo da tagliare e non come un’opportunità per migliorare le condizioni di chi lavora, anche attraverso l’adozione di sistemi tecnologici capaci di prevenire gli incidenti», prosegue la nota. Una situazione che porta a un dato allarmante: «Sui luoghi di lavoro ci si continua a far male e a morire come cinquanta anni fa».

In Abruzzo la provincia di Chieti è quella che nel 2025 ha fatto registrare il numero più alto di denunce di infortuni, con 3.578 casi, in lieve calo rispetto al 2024. Seguono Teramo con 3.242 denunce, L’Aquila con 2.864 e Pescara con 2.349, tutte in aumento rispetto all’anno precedente. Nel 64 per cento dei casi gli infortunati sono uomini e nel 36 per cento donne. Gli italiani rappresentano l’84 per cento del totale, contro il 16 per cento di lavoratori stranieri. Il settore più colpito è l’industria manifatturiera, seguita da edilizia, sanità e assistenza sociale e agricoltura.

Scendono gli incidenti mortali, ma il bilancio resta pesante. Nel 2025 in Abruzzo sono stati 19, contro i 23 del 2024. Sette le vittime in provincia di Chieti, quattro ciascuna a Teramo, L’Aquila e Pescara. Tutti uomini, con un’età compresa tra i 21 e gli 83 anni. Il settore più colpito è quello della logistica e del magazzinaggio, seguito da edilizia, agricoltura e fabbricazione e riparazione di autoveicoli.

In Molise, in provincia di Campobasso gli infortuni denunciati sono stati 1.397, 40 in più rispetto al 2024, mentre a Isernia i casi sono stati 388, in lieve calo. Le donne rappresentano il 38 per cento degli infortunati, mentre il 90 per cento dei casi riguarda lavoratori italiani. Cinque gli incidenti mortali registrati nel 2025, uno in più rispetto all’anno precedente, con vittime tutte di sesso maschile e di età compresa tra i 26 e i 60 anni.

«Di fronte a questi numeri è necessario che tutti gli attori, a partire dalla politica nazionale e locale e dalle imprese, si facciano carico delle proprie responsabilità», dichiarano il segretario generale Cgil Abruzzo Molise Francesco Spina e il coordinatore regionale Inca Cgil Abruzzo Molise Mirco D’Ignazio. «Lavoratrici e lavoratori non sono numeri e il profitto non può essere considerato più importante della loro salute e della loro vita».


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »