Roma regina dei passaggi, ma è “follia” diesel
Cambiare automobile, oggi, è sempre più un privilegio per pochi. Nel Lazio, dove i prezzi delle vetture nuove sono quasi raddoppiati rispetto al periodo pre-pandemico, il mercato dell’usato è diventato il vero polmone della mobilità.
Secondo l’osservatorio di AutosScout24, a Roma, nel solo 2025, i passaggi di proprietà sono stati 228.508, con un aumento del 2,9% rispetto all’anno precedente: un dato che racconta meglio di qualsiasi slogan le difficoltà di chi si muove ogni giorno tra lavoro, famiglia e vincoli ambientali sempre più stringenti.
A tenere banco è soprattutto il paradosso del diesel. Nonostante la Ztl Fascia Verde sia ormai un dedalo di divieti e deroghe temporanee, il gasolio resta la motorizzazione più cercata dai romani, con il 43,7% delle preferenze.
Dal 1° novembre 2025 è entrato in vigore il divieto di circolazione per i diesel fino a Euro 3, mentre lo stop a Euro 4 ed Euro 5 è stato congelato solo grazie all’intervento della Regione Lazio.
Una tregua fragile, che lascia aperta l’incognita per tutto il 2026 e alimenta l’incertezza di migliaia di automobilisti.
Le alternative, per ora, faticano a decollare. L’elettrico resta una nicchia, fermo al 2,1% del mercato, frenato da costi elevati e infrastrutture ancora insufficienti.
Meglio va all’ibrido, che conquista il 13,1% delle preferenze, ma senza riuscire a colmare il vuoto lasciato dal caro-auto.
Il risultato è un mercato dell’usato che si muove su un equilibrio instabile: i prezzi tra il 2024 e il 2025 si sono stabilizzati intorno ai 19.990 euro, ma la prospettiva resta scoraggiante.
In media, un’auto oggi costa il 40% in più rispetto al 2019, una soglia che spinge molti acquirenti verso modelli più vecchi, meno costosi ma anche più esposti ai blocchi del traffico.
Le scelte dei romani fotografano questa realtà senza sconti. In cima alle preferenze c’è la Smart ForTwo, regina dell’usato e prima anche tra le elettriche.
Tra le ibride domina la Toyota Yaris, mentre per chi deve macinare chilometri fuori città resistono berline e utilitarie diesel, considerate ancora affidabili e convenienti.
Una mappa dell’automobile che racconta un disagio silenzioso: quello di una mobilità sempre più cara, costretta a fare i conti con il portafoglio prima ancora che con l’ambiente.
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