Calabria, la prevenzione all’anno zero. Cancro, emergenza permanente
Il cancro è come uno tsunami che irrompe nella vita all’improvviso. E la cambia. Dentro e fuori. Modifica le priorità, costringendoti a vivere alla giornata su un palcoscenico che si riempie in fretta di ombre e di fantasmi. Quella vita che sembra non girare più come prima, screpolandosi e scoprendosi appesa a fili insignificanti. Il tempo sembra correre in fretta fino a sfilacciarsi. I giorni, le ore, i minuti non bastano più per tutto quello che pensavi di fare perché dopo la diagnosi non sei più certo di poter arrivare fino in fondo. E così ti ritrovi davanti all’abisso, a qualcosa in cui si può precipitare senza avere la possibilità di tornare. Le ansie, le paure, i pensieri volano, inevitabilmente, verso la sanità calabrese che resta in coda anche nella prevenzione e nel percorso diagnostico-chirurgico delle neoplasie. In Calabria, il malato deve, per forza, accettare una vita alla giornata, da solo di fronte al cielo, potendo contare solo sugli affetti più cari.
La ricorrenza
Esperienze, racconti di battaglie vinte e perse, di numeri che non tornano, di resoconti, di convegni: è stata ricca e assortita, come sempre, la liturgia della “Giornata mondiale della lotta ai tumori”, celebrata ieri anche in Calabria. È stata l’occasione per presentare la fotografia dell’Italia nel 2025. Lo scatto racconta un Paese che con circa 390 mila nuove diagnosi tiene, un dato stabile rispetto all’anno precedente, ma con una mortalità in calo, performance migliori della media europea, screening in crescita, seppure con andamenti diseguali.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale
Source link




