il sistema messo a punto dai detenuti per “pescare” droga e smartphone da l’esterno
Sembra la scena di un film d’evasione d’altri tempi, con corde che volano dai piani alti e pacchi oltre il muro di cinta. Ma in questo caso non c’era alcun tentativo di fuga: l’obiettivo era puramente commerciale e logistico, legato al fiorente mercato nero interno al carcere.
Erano circa le 15 quando dal terzo piano di una sezione detentiva di Rebibbia è stato lanciato all’esterno un sasso legato a una corda. Il “gancio” ha superato il muro perimetrale dell’istituto di pena, atterrando all’esterno, dove qualcuno avrebbe dovuto completare l’operazione recuperando il carico.
Un carico che, se fosse entrato in carcere, avrebbe fruttato migliaia di euro. All’interno del pacco, sequestrato dagli agenti, c’era un vero e proprio tesoro per il mercato illegale interno: quattro smartphone di ultima generazione, completi di cavetti USB, oltre 100 grammi di hashish e 50 grammi di cocaina.
Il piano, però, è fallito grazie alla prontezza degli operatori. Decisivo l’intervento dell’addetto alla sala regia, che ha notato movimenti anomali attraverso le telecamere di sorveglianza e ha fatto immediatamente scattare l’allarme.
Il vicecomandante ha coordinato in pochi minuti un’operazione lampo. All’interno dell’istituto è stato bloccato il tentativo di recupero della corda dalle celle, mentre all’esterno gli agenti sono usciti oltre il perimetro rinvenendo il pacco abbandonato sotto il muro di cinta.
Nei pressi della zona è stata anche identificata una persona, ora al vaglio degli inquirenti. La sua posizione è in fase di approfondimento: i filmati delle telecamere saranno analizzati per chiarire se ricoprisse il ruolo di “corriere” incaricato del recupero del carico.
Sull’episodio è intervenuto duramente Gianluca Garau, delegato regionale del sindacato CNPP/SPP, che ha puntato il dito contro le condizioni in cui opera quotidianamente la polizia penitenziaria.
«Le carceri sono sotto attacco continuo e la polizia penitenziaria è lasciata sola — ha dichiarato —. Questo tentativo è stato sventato solo grazie alla professionalità degli operatori, ma soffriamo di gravi carenze di organico e di mezzi insufficienti. Non si tratta di episodi isolati, ma di azioni organizzate che mettono seriamente a rischio la sicurezza di tutti».
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