Umbria, si discute la nuova legge sull’edilizia residenziale pubblica

In Umbria si discute la nuova legge regionale sull’edilizia residenziale pubblica.
La terza commissione ha approvato a maggioranza il disegno di legge “Modifiche alle norme di riordino in materia di edilizia residenziale sociale (legge regionale .23 del 2003)” predisposto dalla giunta regionale e che approderà in aula nella seconda seduta di febbraio del consiglio regionale.
Edilizia residenziale pubblica: ecco come cambia la legge regionale
Come specificato dai gruppi di maggioranza dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, che esprimono soddisfazione per l’approvazione dell’atto in terza commissione, con questa riforma la volontà è “riportare l’edilizia pubblica al centro delle politiche regionali per l’inclusione e la lotta alle disuguaglianze sociali”.
Fra gli interventi più significativi, la nuova legge prevede la rimozione del “requisito dell’anzianità di residenza, giudicato incostituzionale dalla consulta in numerose sentenze” ed è stato rimodulato “il criterio dell’incensuratezza, superando la sua estensione all’intero nucleo familiare”.
Come spiegato dalla maggioranza questa riforma vuole essere un aiuto concreto alle “situazioni di maggiore fragilità e bisogno” grazie alla “ridefinizione dei punteggi attribuiti per la formazione delle graduatorie, che favorirà i nuclei con situazioni di particolare disagio: famiglie numerose, presenza di bambini e anziani, disabilità”.
Prevista anche una significativa semplificazione amministrativa con “criteri più chiari e oggettivi, rendiamo le procedure più agili ed efficienti, riducendo i tempi di attesa per i cittadini senza compromettere l’attendibilità delle valutazioni e garantendo al contempo maggiore trasparenza nel processo di assegnazione”.
Alcune novità: percorsi abitativi autonomi per donne vittime di violenza o vittime di discriminazione sessuale
I gruppi di maggioranza parlano di importanti novità in tema di politiche sociali. Nel dettaglio, il riferimento è alla creazione di “percorsi abitativi autonomi per donne vittime di violenza o persone vittime di discriminazione per l’orientamento sessuale” o anche “progetti per il supporto abitativo e l’inclusione sociale di persone in esecuzione penale esterna, che non dispongono di un domicilio” con l’intento di dare un sostegno anche al problema dell’affollamento carcerario.
Attenzione anche alle persone con disabilità attraverso la “costruzione di percorsi di vita autonoma, anche attraverso soluzioni di co-housing”.
Nuova legge edilizia pubblica: sì al recupero del patrimonio immobiliare attualmente inutilizzabile
I gruppi di maggioranza parlano anche di interventi volti al recupero di strutture pubbliche attualmente inutilizzabili attraverso lo strumento dell’auto recupero che permette all’inquilino, a determinate condizioni, di anticipare i lavori necessari per la riqualificazione accedendo, poi, a uno sconto sull’affitto.
Nilo Arcudi: “La proposta di modifica rappresenta un potenziale danno per le politiche abitative dell’Umbria”
Forte preoccupazione è stata espressa dal consigliere regionale Nilo Arcudi che definisce la proposta di modifica alla regge regionale sull’edilizia pubblica “un potenziale danno per le politiche abitative dell’Umbria” soprattutto tenendo conto dell’intenzione espressa nell’atto di “cancellare i criteri di storicità della residenza e i requisiti morali”.
Arcudi si sofferma su un aspetto, ovvero l’ipotesi dell’eliminazione del vincolo della residenza stabile da almeno cinque anni per l’accesso alle case popolari che definisce “un passo indietro” perchè “verrebbe meno la priorità per chi vive e lavora in regione da tempo: famiglie umbre, giovani coppie e anziani si troverebbero scavalcati da chi è appena arrivato e non ha alcun legame consolidato con la comunità locale”.
Altra questione che il consigliere definisce “allarmante” riguarda la la volontà di rimuovere il requisito dell’assenza di condanne penali per l’assegnazione degli alloggi. In particolare, Arcudi sostiene che “cancellare questo filtro non favorisce l’integrazione, ma espone i quartieri residenziali pubblici al rischio di minore sicurezza e degrado, a discapito della tranquillità delle famiglie assegnatarie”.
Il consigliere boccia quindi la proposta delle modifiche presentate nell’atto approvato in terza commissione perchè “le risorse abitative sono limitate e devono essere assegnate con criteri rigorosi che premino il rispetto della legge e il radicamento territoriale”.
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