Ambiente

Bond, in Veneto crescono in agricoltura produzione e occupazione, soffre l’ortofrutta – Vino

“L’agricoltura veneta, stando ai
numeri, è un comparto che dimostra resilienza, capacità di
adattamento e centralità economica. E’ un risultato che non
nasce per caso, ma dal lavoro quotidiano degli agricoltori e da
decisioni diella. Ci sono tuttavia campanelli d’allarme, che
riguardano in particolare l’ortofrutta e la pesca: su
quest’ultima è necessario più che mai assumere decisioni
straordinarie per salvare un settore in ginocchio”. Così
l’assessore regionale all’agricoltura Dario Bond, ad un incontro
a Fieragricola.

   
Nel 2025 il valore della produzione lorda agricola veneta è
stimato in 8,8 miliardi di euro, (+7,1% sul 2024), uno dato
positivo. A fronte di una riduzione del numero di imprese
agricole (-2,2%), inferiore al dato nazionale (-3,6%), il Veneto
registra un aumento dell’occupazione agricola del +2,7%, in
netta controtendenza rispetto al Nordest, dove gli occupati
calano dell’1,4%, e più che doppio rispetto al dato nazionale
(+1,2%). Crescono in modo significativo anche gli occupati
indipendenti (+14,2%), in controtendenza rispetto al calo
nazionale (-1,2%). “Questi numeri – ha spiegato Bond –
dimostrano che le aziende agricole venete stanno evolvendo,
unendosi per fare economie di scala ed aumentare la
competitività”. Peggiora nel 2025 la bilancia commerciale
agroalimentare con l’estero, con un deficit di oltre 350 milioni
di euro (8,1 miliardi le importazioni cresciute del 9,6%; 7,8
miliardi l’export, +5,1%), dovuto all’aumento del fabbisogno
dell’industria alimentare e del settore mangimistico, a fronte
di una crescita più contenuta delle esportazioni. Per quanto
riguarda le colture industriali, nel settore bieticolo
migliorano le rese (+18,6%) ma crollano gli ettari investiti
(-39%) Particolarmente critica la situazione della pesca, dove
continuano a diminuire le imprese, colpite dagli effetti del
granchio blu, dall’aumento delle temperature e dalle
mucillagini. Le maggiori difficoltà riguardano la raccolta di
vongole di mare. La Regione, nei mesi scorsi, è già intervenuta
con risorse proprie: 570.000 euro per la rivitalizzazione dei
fondali dei molluschi bivalvi, 30.000 euro per un progetto
specifico sul granchio blu in aggiunta ai 1,5 milioni di euro
del Feampa, oltre al progetto triennale di gestione dei
molluschi in Adriatico (300.000 euro l’anno fino al 2026).

   

   

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