Abruzzo

“Percorso da costruire nella legalità e nel rispetto dello sviluppo dei bambini”


Dopo il dibattito suscitato dalla relazione della neuropsichiatria infantile sulla situazione dei tre figli della cosiddetta “famiglia nel bosco”, arriva una nota ufficiale a fare chiarezza. A parlare è Riccardo Alessandrelli, responsabile del Servizio di neuropsichiatria infantile della Asl Lanciano Vasto Chieti, che precisa il senso del documento prodotto su richiesta dell’ente d’ambito sociale.

“Abbiamo indicato un percorso complessivo da intraprendere – spiega lo specialista – sicuramente in seno alla famiglia, ma che sia rispettoso dello sviluppo e delle esigenze dei bambini”. Tre, in particolare, i punti chiave segnalati nella relazione: il desiderio di socialità e di relazione con i coetanei manifestato dai minori; la necessità di seguire un percorso scolastico conforme ai principi del sistema di istruzione nazionale; e l’obbligo di essere inseriti nel servizio sanitario, seguiti da un pediatra e in regola con le vaccinazioni obbligatorie.

Per Alessandrelli, non si tratta di imporre vincoli rigidi, ma di definire “una cornice che regola il vivere sociale, di bambini e adulti, e che garantisce condizioni di vita sane sotto il profilo psichico e fisico”. E chiarisce: “I genitori, che rappresentano un punto di riferimento importante, devono avere un ruolo attivo in questo processo di inserimento, dentro un sistema che non è una sovrastruttura o una gabbia”.


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