Calabria

Quelli che… ritornano in Calabria: i quattro dell’Aicotur “richiamano” le radici

La riscoperta dei paesi in cui vissero e da cui migrarono i propri avi, attraverso una forma di turismo esperienziale e identitario per riconnettersi con la storia della propria famiglia, contribuendo a combattere lo spopolamento dei piccoli centri. È il turismo delle radici, che rientra anche tra gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la valorizzazione delle proprie origini, rivolto a una platea stimata in oltre ottanta milioni di italo-discendenti nel mondo.
Un’idea che sembra fatta su misura per i canadesi di Siderno e gli australiani di Martone e Platì; per i belgi e lussemburghesi di Mammola e gli americani dell’arcipelago di paesi che danno vita a Little Italy. Per rafforzare questo tipo di offerta turistica, un anno e mezzo fa quattro Comuni calabresi diedero vita all’Aicotur (Associazione Italiana Comuni del Turismo delle Radici). Si tratta dei cosentini Celico e Cleto; Falerna per la provincia di Catanzaro; Gerace, nel Reggino, dove ha sede l’associazione.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


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