Lavoro sostenibile e tutela del territorio: il Molise rafforza la sua vocazione ‘green’ | isNews
L’analisi dei dati 2024 elaborati dalla Camera di Commercio del Molise nell’ambito di DataView
CAMPOBASSO/ISERNIA. Il Molise rafforza la propria vocazione “green”, con risultati significativi soprattutto sul fronte del lavoro sostenibile e della tutela del territorio, anche se permangono margini di miglioramento nell’uso delle fonti rinnovabili e nella gestione dei rifiuti. È quanto emerge dai dati 2024 sulla green economy e sull’ambiente, elaborati dalla Camera di Commercio del Molise nell’ambito di DataView, il sistema informativo di Unioncamere e del Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, su fonti Terna, ISPRA, Unioncamere–Excelsior e Fondazione Symbola.
Nel 2024 il 47,1% dell’energia elettrica prodotta in regione proviene da fonti rinnovabili, collocando il Molise al 12° posto nella graduatoria nazionale: un dato leggermente inferiore al record del 2023, ma comunque sopra la media delle regioni del Mezzogiorno, a conferma di una buona diffusione delle energie pulite. Anche sul piano produttivo la spinta verso la sostenibilità è evidente: tra il 2019 e il 2023, il 38,7% delle imprese con dipendenti ha investito in tecnologie green o ha programmato interventi sostenibili nel 2024, collocando la regione al 10° posto in Italia.
Il settore più dinamico resta però il mercato del lavoro, dove le attivazioni di contratti legati ai green jobs rappresentano il 37,8% del totale, un risultato che porta il Molise sul podio nazionale al 3° posto e testimonia la crescente domanda di competenze ambientali nelle imprese locali. Più complessa la situazione della raccolta differenziata, che nel 2024 raggiunge il 61,7% dei rifiuti urbani, posizionando la regione al 14° posto e fotografando un sistema in evoluzione ma ancora lontano dalle realtà più virtuose.
Molto positivo è invece il dato sul consumo di suolo, con un’incidenza pari al 4,0% della superficie territoriale, uno dei valori più bassi in Italia che vale al Molise il 5° posto nella classifica nazionale. L’analisi storica conferma una crescita contenuta: l’indice di consumo di suolo, preso come base il 2006, si ferma a 104,9, segnando il 6° miglior risultato in Italia e sottolineando l’attenzione della regione alla preservazione del territorio.
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