Calabria

Illeciti nella gestione degli alloggi Aterp a Catanzaro: il Gup smonta l’impianto accusatorio, solo quattro rinvii a giudizio I NOMI


Si è chiusa l’udienza preliminare relativa all’indagine sulla gestione illecita delle case popolari a Catanzaro. L’inchiesta, che nel dicembre scorso aveva portato a otto misure cautelari, ne esce fortemente ridimensionata: il giudice ha disposto 13 sentenze di non luogo a procedere e solo quattro rinvii a giudizio, con la caduta delle accuse più gravi per i principali indagati.

I rinvii a giudizio: cadono le accuse di associazione e corruzione

Per i quattro imputati che affronteranno il processo con rito ordinario, le accuse sono state pesantemente riqualificate, escludendo i reati associativi e corruttivi inizialmente ipotizzati dalla Procura.

* Concetta Raffa (59 anni), dipendente Aterp: prosciolta dalle accuse di associazione e corruzione, è stata rinviata a giudizio solo per omissione di atti d’ufficio.
* Vincenzo Celi (62 anni), ex dirigente Aterp: assolto dai reati di associazione, corruzione e concussione; dovrà rispondere di un episodio di falso e due di omissione in atti d’ufficio.
* Giuseppe Grande (61 anni), vigile urbano: a giudizio esclusivamente per l’ipotesi di falso.
* Ivan L’Arocca (56 anni), vigile urbano: rinviato a giudizio per singoli capi di imputazione.

Il dibattimento per questi quattro imputati avrà inizio il prossimo **14 aprile** davanti al Tribunale collegiale di Catanzaro.

Sentenza di non luogo a procedere per 13 indagati

Il Gup ha invece scagionato la maggior parte dei coinvolti, disponendo il non luogo a procedere per i restanti 13 indagati. Tra i nomi che escono definitivamente dal procedimento figurano esponenti delle famiglie coinvolte nelle occupazioni e altri soggetti inizialmente ritenuti parte del sistema illecito: Gianluca Bevilacqua, Silvana Bevilacqua, Rodolfo Chillà, Andrea Curcio, Cesare Curcio, Rita De Fazio, Raffaele Fera, Alberto Froio, Pantaleone Froio, Domenico Pio Masciari, Gerardo Masciari, Vittorio Pace e Franca Passalacqua.

I riti alternativi: abbreviati e patteggiamenti

Mentre una parte della vicenda si sposta in tribunale, prosegue l’iter per chi ha scelto strade procedurali diverse. Il 16 febbraio è prevista la requisitoria del pubblico ministero e gli interventi della parte civile (Aterp) per gli imputati che hanno optato per il rito abbreviato:

* Domenico Albino (68 anni), responsabile distrettuale Aterp.
* Sergio Costanzo (59 anni), consigliere comunale.
* Teresa Mancuso (71 anni) e Saverio Mensica (50 anni).

Il giudice si esprimerà su questi profili il 27 marzo, data in cui verrà decisa anche la posizione di Raffaela Trapuzzano (66 anni), che ha avanzato richiesta di patteggiamento.

Un’inchiesta ridimensionata rispetto alle ipotesi iniziali

L’indagine “Minosse” mirava a scoperchiare un presunto sistema di assegnazioni irregolari degli alloggi di edilizia pubblica, ipotizzando una vasta gamma di reati: dall’associazione a delinquere alla corruzione, dalla concussione fino alla truffa e alla violazione delle norme elettorali. Tuttavia, l’esito dell’udienza preliminare ha visto cadere gran parte di queste contestazioni, segnando un punto a favore delle difese e riducendo il raggio d’azione del futuro processo.


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