Gaza, a Rafah si passa col contagocce
Un gruppo di pazienti palestinesi curati in Egitto è in coda, sul lato egiziano del valico di Rafah, sperando di poter tornare a Gaza dalle proprie famiglie. Lo riporta Associated Press. Lunedì, nel primo giorno di apertura del valico di Rafah ai pedoni dal 2024, solo 12 persone – contro le 50 inizialmente annunciate dalle autorità israeliane – sono riuscite a rientrare nella Striscia. Lo ha detto il ministero dell’Interno palestinese, mentre un servizio del canale televisivo qatariota Al-Araby ha riferito che «30 dei 42 palestinesi che volevano rientrare nella Striscia sono stati rimandati sul lato egiziano».
Per chi dalla Striscia cerca di uscire, invece, la situazione è leggermente più scorrevole anche se ugualmente macchinosa. Al termine di una giornata di attesa, l’Egitto ha ricevuto ieri a tarda sera dalla Striscia di Gaza, attraverso il valico di Rafah, 50 persone bisognose di cure mediche e 84 accompagnatori. Lo riporta l’emittente statale egiziana Al Qahera, precisando che sono stati accompagnati in diversi ospedali del Sinai settentrionale, principalmente nella città di Al-Arish, dove i servizi di emergenza e le unità di terapia intensiva erano stati messi in stato di massima allerta. Questa mattina il valico è stato riaperto in entrambe le direzioni per consentire il rientro nella Striscia di palestinesi rimasti bloccati in Egitto e l’arrivo di pazienti da Gaza. Tra questi non solo feriti di guerra ma anche malati cronici, le cui condizioni sono drammaticamente peggiorate a causa della carenza di medicinali. Un nuovo gruppo di palestinesi è entrato questa mattina nell’area del valico in attesa del completamento delle procedure e dell’approvazione israeliana di un loro ritorno nella Striscia, mentre le ambulanze attendono l’arrivo di altri pazienti da Gaza. Il governatore del Sinai settentrionale, Khaled Megawer, ha affermato che gli attuali accordi consentono l’ingresso in Egitto di 50 malati al giorno, con uno o due accompagnatori per paziente, e che il governatorato sta supervisionando gli accordi logistici sia per la consegna degli aiuti umanitari che per le evacuazioni mediche. I pazienti vengono inizialmente radunati al valico di Karem Abu Salem (Kerem Shalom in ebraico) prima di essere trasferiti sul lato palestinese di Rafah e poi in Egitto.
Secondo funzionari sanitari di Gaza, circa 22.000 pazienti sono in attesa della completa riapertura del valico.
Gli ospedali di Gaza hanno riferito che le forze israeliane hanno ucciso un palestinese di 19 anni nella città meridionale di Khan Younis.
Nel frattempo, l’inviato del presidente Usa Steve Witkoff atterrerà in Israele dove incontrerà il primo ministro Benyamin Netanyahu, il capo di stato maggiore dell’esercito Eyal Zamir e il direttore del Mossad David Barnea. I colloqui, riferisce Ynet, dovrebbero iniziare intorno alle 16 (le 15 ora italiana). Secondo diverse fonti e indiscrezioni dei media israeliani, l’incontro sarà incentrato sui colloqui dell’amministrazione Trump con l’Iran. La richiesta di Israele sarebbe la seguente: che qualsiasi accordo con Teheran includa la cessazione dell’arricchimento dell’uranio, la rimozione dell’uranio arricchito dal Paese, limiti alla produzione di missili balistici e la fine del sostegno a Hezbollah, Houthi, Hamas e Jihad islamica a Gaza. Lo ha dichiarato una fonte a Haaretz. Se le richieste non saranno incluse in un accordo tra Stati Uniti e Iran, si prevede che Israele sosterrà un attacco all’Iran con l’obiettivo di rovesciare il regime della Repubblica islamica.
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