Impianto biometano ponte Caldaro di Narni, Regione batte i pugni: ricorso al Consiglio di stato
di Ma. Gi. Pen.
Impianto biometano a ponte Caldaro di Narni, la storia continua. Dopo che il Tribunale amministrativo regionale ha annullato il diniego regionale alla costruzione dell’impianto della Metanar srl, la Regione batte i pugni asserendo di aver operato in piena legittimità e annuncia che ricorrerà al Consiglio di stato.
Impianto biometano ponte Caldaro La vicenda è la seguente. A maggio 2025 la Regione aveva messo nero su bianco la conclusione negativa del procedimento di Autorizzazione unica per la realizzazione e gestione dell’impianto in località ponte Caldaro di Narni; l’istanza era stata presentata nel 2024 dalla società Metanar srl che, a quel punto, ha impugnato al Tar dell’Umbria la determina dirigenziale chiedendone l’annullamento. Da qui la decisione del Tribunale amministrativo che ha accolto il ricorso della società e ha annullato la determina dirigenziale, di cui sopra, della Regione Umbria.
Nuova valutazione Dopo la decisione del Tar in merito è intervenuto l’avvocato Ranalli, che difende diversi cittadini: «La sentenza ha accolto il ricorso presentato dalla Metaner Srl contro la Regione Umbria per l’annullamento del provvedimento (determina dirigenziale n. 5265 del 22 maggio 2025) che ha negato l’autorizzazione unica richiesta limitatamente al solo vizio procedurale riferito alla mancata motivazione e il difetto di istruttoria sulle osservazioni presentate dalla società ai sensi dell’art. 10 bis della L.241/1990 nell’ambito della conferenza di servizi che ha esaminato il progetto. La sentenza invece ha rigettato il primo motivo del ricorso volto a contestare la decisione della Regione di incompatibilità dell’intervento rispetto all’area scelta per la realizzazione. Ciò anche se l’area è stata classificata come idonea ai sensi dell’art. 20 comma 8 del Decreto Legislativo 199/2021». Poi ha spiegato: «L’effetto della sentenza sarà quello di riattivare il procedimento di valutazione del progetto nell’ambito del quale la Regione dovrà specificare le ragioni del
diniego motivando in maniera più approfondita le osservazioni presentate dalla società, restando comunque ferma la correttezza del giudizio di non idoneità dell’area, nell’ambito della quale vivono i soggetti intervenuti ad opponendum nel ricorso».
Consiglio di stato Ora la Regione Umbria ha annunciato che ricorrerà al Consiglio di stato impugnando la sentenza del Tar: «L’amministrazione regionale – scrive in una nota l’assessore all’Ambiente Thomas De Luca – ritiene che sussistano tutti gli elementi necessari per far emergere, in sede di appello, la piena legittimità del proprio operato. La Regione difenderà la validità dei profili motivazionali degli atti adottati e la correttezza dell’intero iter procedimentale seguito, inclusi i lavori e gli esiti della conferenza di servizi. La Regione ribadisce la coerenza della propria posizione unitaria espressa in sede di Conferenza, fondata su approfondite valutazioni tecniche e sulla normativa vigente in materia di impianti da fonti rinnovabili».
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