«Il bando è viziato». Vince Pascucci ma il collega Cardinali fa ricorso
ANCONA – Cattedra di Economia e gestione delle imprese, tutto da rifare. Il Tar Marche ha infatti disposto l’annullamento «di tutti gli atti della procedura» che il 12 febbraio 2025 aveva portato la prof associata Federica Pascucci ad aggiudicarsi (con punteggio di 87,7 su 100) la cattedra di professore ordinario di prima fascia in Economia e gestione delle imprese all’Università Politecnica delle Marche.
Le contestazioni
A fare ricorso, assistito dagli avvocati Simone Calzolaio e Maria Cristina Mattiacci, il professore associato Silvio Cardinali, di Montelupone, Macerata, l’altro partecipante all’avviso (rivolto ai docenti già in servizio all’Univpm), che non era risultato vincitore con un punteggio di 82,6 su 100.
Nel mirino dei legali di Cardinali, il bando con cui è stata indetta la procedura, che specificava come si ricercasse un prof con esperienza «nell’ambito dei corsi universitari istituzionali avanti ad oggetto tematiche di marketing e marketing digitale». I legali hanno fatto notare al Tar come Pascucci fosse «titolare degli insegnamenti istituzionali di marketing e marketing digitale».
I giudici, quindi, riferiscono come il ricorrente lamenti che le caratteristiche del bando siano state «ritagliate sul curriculum scientifico-didattico di uno dei due partecipanti al concorso», la professoressa poi vincitrice. Parlando addirittura di «bando declinato in maniera sartoriale». Dubbi anche sulla commissione che ha giudicato i due candidati, composta da docenti esterni all’Univpm. Per il ricorrente, non sarebbero stati selezionati a sorteggio e il presidente avrebbe non solo già espresso in passato giudizi negativi su Cardinali, ma avrebbe anche collaborato con Pascucci. Infine, i criteri di selezione. Si punta il dito contro i 60 punti su 100 assegnati alla valutazione della produzione scientifica (12 articoli) sottoposta alla commissione dai due candidati, con la carriera didattica e di ricerca relegata a parte marginale.
Nelle sue difese, l’Università sostiene che la nomina per sorteggio dei commissari sia contraria al regolamento di Ateneo – anche se l’Anac aveva già suggerito questa modalità – e che la ripartizione dei punteggi sia conforme ad altri bandi.
Le ragioni
Il Tar, in ogni caso, ha ritenuto condivisibili le ragioni di Cardinali, accogliendone il ricorso. Sia perché quel bando così dettagliato si presenta «viziato da eccesso di potere, per sviamento», sia perché i 60 punti assegnati al complesso della produzione appaiono «manifestamente illogici e irragionevolmente riduttivi della ricchezza culturale di un’intera vita professionale». Infine, la commissione. La scelta di non nominarla per sorteggio non è illecita ma «illegittima per eccesso di potere, evidenziando difetto di motivazione, non aderendo alle indicazioni ministeriali e dell’Anac» in materia.
L’avvocato Alessandro Lucchetti, che assieme alla collega Francesca Paoletti ha seguito la prof Pascucci, si limita a dire: «Valuteremo l’opportunità di presentare appello, o forse lo farà direttamente l’Avvocatura di Stato (si è costituita, infatti, anche l’Università, ndr)».




