Falso corriere si fa consegnare 11mila euro di olio e poi ci riprova, ma trova i carabinieri: denunciato per truffa

Con uno stratagemma, è riuscito a farsi consegnare 1.200 chili di olio di oliva, del valore complessivo di 11mila euro, destinati al mercato americano. In realtà, si trattava di una truffa ben congegnata.
Ma l’autore di quel raggiro è stato individuato dai carabinieri di Orsogna e denunciato in stato di libertà per tentata truffa in concorso con ignoti e falsità materiale. Si tratta di un uomo di 55 anni residente a Napoli, già noto alle forze dell’ordine.
I fatti che gli vengono contestati risalgono alla mattina dello scorso 15 gennaio, quando un’azienda olearia di Orsogna ha ricevuto una telefonata da un vettore di trasporti, che annunciava il passaggio nel pomeriggio di un proprio incaricato per ritirare il primo collo di una partita di olio extravergine di oliva destinata al mercato americano.
L’azienda aveva effettivamente una commessa da oltreoceano, così non ha esitato a credere alla telefonata. E ha consegnato all’uomo arrivato sul posto 1.200 chili di olio di oliva, contenuti in 240 lattine, per un valore di 11.000 euro complessivi.
Solo successivamente, dopo alcuni accertamenti, l’azienda si è resa conto di essere stata vittima di una truffa ben congegnata e ha denunciato il fatto al locale comando carabinieri.
Dopo qualche giorno, è arrivata una nuova telefonata che annunciava il ritiro, nel pomeriggio, del secondo collo della commessa.
Questa volta, la titolare dell’azienda ha avvisato immediatamente la locale stazione carabinieri. I militari hanno così predisposto un servizio di osservazione nei pressi dell’oleificio, dove nel pomeriggio si è presentato l’indagato con un furgone preso a noleggio.
Sospettando di essere stato scoperto, l’uomo ha tentato di dileguarsi senza ritirare la commessa, ma è stato fermato dalla pattuglia dei carabinieri di Orsogna, che nel corso della perquisizione ha trovato all’interno veicolo targhe adesive utilizzate per la contraffazione di quella originale e diversi abiti riconducibili alle divise di noti corrieri nazionali, utilizzati per rendere credibili le truffe.
Ora, l’indagine coordinata dalla procura di Chieti prosegue per accertare eventuali complici dell’uomo denunciato e ricostruire il meccanismo della truffa.
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