Economia

Da sottotetto ad abitazione senza cambio di destinazione d’uso nella Cila, la spesa è detraibile?


Ho da poco ristrutturato un sottotetto aprendo una Cila e realizzando opere per renderlo residenziale. Il sottotetto presenta, in base alle normative vigenti, tutte le caratteristiche necessarie al cambio di destinazione d’uso ma la Cila come titolo abilitativo non prevede questa possibilità. Sto quindi procedendo con il mio tecnico alla richiesta di cambio destinazione d’uso tramite Scia dopo aver chiuso la Cila. Mi chiedevo quindi se in questo scenario, una volta finalizzato il cambio di destinazione d’uso tramite Scia, ho diritto alla detrazione d’imposta della spesa delle opere effettuate. Con la circolare n. 7/2021 e la risposta 611/2021 l’Agenzia delle entrate ha chiarito che è possibile fruire della detrazione anche se gli interventi riguardano un immobile non residenziale che risulterà con destinazione d’uso abitativo solo a seguito dei lavori, purché nel provvedimento amministrativo che li autorizza risulti chiaramente che comportano il cambio di destinazione d’uso. In questo scenario immagino che se avessi richiesto da subito la Scia non ci sarebbero stati dubbi rispetto al fatto che l’agevolazione fosse ammessa. Con la circolare 28/2022 l’Agenzia ha anche chiarito che la realizzazione di opere edilizie non rientranti nella corretta categoria di intervento per le quali sarebbe stato necessario un titolo abilitativo diverso da quello in possesso “non può essere considerato motivo di decadenza dai benefici fiscali, purché il richiedente metta in atto il procedimento di sanatoria previsto dalle normative vigenti”. La mia interpretazione, unendo le due norme citate, è che formalizzando con la Scia il cambio di destinazione d’uso sia possibile poter usufruire delle agevolazioni. Vorrei però se possibile un’opinione esperta


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