Friuli Venezia Giulia

Il silenzio dopo la sirena: Trieste piange Carlo, giovane Vigile del Fuoco

02.02.2026 – 19.00 – La notizia è arrivata all’improvviso, come un colpo che toglie il respiro, nel corso della serata. Al Comando dei Vigili del Fuoco di Trieste la notizia della scomparsa di Carlo si è diffusa in poche ore, lasciando dietro di sé un silenzio carico di incredulità e dolore. Un fulmine a ciel sereno che ha attraversato uffici, autorimesse e camerate, spezzando la normalità di una serata che nessuno dimenticherà. Particolarmente difficile è stata la notte per i colleghi del suo stesso turno, chiamati comunque al servizio dopo aver appreso della perdita. Un turno svolto con professionalità, come sempre, ma con il cuore appesantito da un’assenza improvvisa, da una sedia vuota che pesava più di qualsiasi fatica fisica. Perché nei Vigili del Fuoco il lavoro è squadra, è fiducia reciproca, è legame umano prima ancora che professionale.

Carlo era entrato da poco nel Corpo, ma aveva già lasciato un segno profondo. A ricordarlo è il capo turno della sede centrale del Comando: «Era un ragazzo in gamba e volenteroso. Sarebbe diventato un ottimo Vigile del Fuoco, aveva legato subito con tutti i colleghi del turno». Parole semplici, pronunciate con la voce di chi sa riconoscere il valore delle persone, prima ancora delle divise.

Chi lo aveva conosciuto più da vicino parla di un ragazzo speciale. Alessandro, uno dei colleghi con cui aveva stretto subito amicizia, lo descrive con affetto: «Carlo era un ragazzo d’oro, affettuoso, un alpinista espertissimo. Voleva crescere come Vigile del Fuoco ed era particolarmente interessato al settore SAF, lo Speleo Alpino Fluviale». Non era tipo da aspettare passivamente: chiedeva, studiava, osservava. Voleva imparare, migliorarsi, costruire il proprio futuro passo dopo passo, con umiltà e determinazione.

Un futuro che tutti immaginavano luminoso, fatto di competenza, dedizione e soddisfazioni. Una carriera che prometteva molto e che invece si è interrotta troppo presto, lasciando un vuoto difficile da colmare. Oggi i Vigili del Fuoco di Trieste ricordano Carlo così: non solo come collega, ma come amico, come fratello, come figlio. Un ragazzo che aveva scelto di servire gli altri e che, anche nel suo breve cammino, ha saputo farsi voler bene da tutti. Un ricordo che resterà vivo, inciso nella memoria di chi ha avuto la fortuna di lavorare al suo fianco.




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