Economia

Intesa Sanpaolo promette 45 miliardi ai soci al 2029. Messina: “Niente risiko ma resteremo leader”

MILANO Intesa Sanpaolo chiude il 2025 battendo le proprie stime, e alza l’asticella dei profitti e della loro distribuzione agli azionisti nel piano d’impresa al 2029, dove punta superare gli 11,5 miliardi di utile netto annui e a una distribuzione complessiva di 45 miliardi, tra cedole e riacquisti di azioni.

La maggiore banca italiana è anche la prima a presentare la nuova strategia pluriennale, che prevede al 2029 un risultato netto in aumento a oltre 11,5 miliardi dai 9,3 miliardi nel 2025, distribuendo circa 50 miliardi ai soci in dividendi (ma 5,5 miliardi sono relativi al 2025 chiuso), pari al 95% dell’utile nel quadriennio, 75% in dividendi in denaro e 20% da buyback. Ulteriori distribuzioni, dice la banca, saranno valutate anno per anno a partire dal 2027.

L’ad: “Meglio usare la nostra tecnologia che pagare premi ai rivali”

L’ad Carlo Messina in una lunga presentazione con gli investitori ha confermato che anche nei prossimi anni la banca sarà focalizzata sulla crescita interna, trascurando le tumultuose scalate viste di recente a Piazza Affari. “Siamo piuttosto felici di rappresentare una storia diversa, e un pianeta diverso, rispetto alla saga del risiko bancario 2025 – ha detto il banchiere -. La nostra prossima espansione sarà fuori dall’Italia, e farà leva sui nostri punti di forza, sui miliardi che abbiamo investito finora in tecnologia, reti e prodotti, diventando uno stato dell’arte europeo. Puntiamo sulla correlazione tra tecnologia e gestioni patrimoniali, che declineremo meglio nei prossimi mesi per illustrare la grande crescita potenziale che possiamo avere in Paesi come Spagna, Germania, Francia a partire dalle reti distributive e di persone di cui disponiamo già”.

Con il lancio di isywealth Europe, hub integrati nei principali Paesi europei in cui la banca è presente, Intesa Sanpaolo potrà servire diversi segmenti di clientela tramite diversi canali innovativi e tradizionali. Il piano d’impresa al momento prevede circa 200 milioni di investimenti e nessun ricavo, anche se Messina ha detto che “il piano d’impresa è conservativo, tanto che ha un rischio di esecuzione pari a zero: e dopo il 2027 potremo dare nuovi dettagli”. A livello di gruppo, invece, gli investimenti già effettuati in tecnologia contribuiranno a ridurre i costi nel quadriennio 2026-2029 per circa 1,6 miliardi.

In Borsa, in una seduta fiacca per il settore, l’azione Intesa Sanpaolo ha aperto in calo dell’1,5% circa, poi ha azzerato le perdite dopo la presentazione.

In quattro anni previsti 500 miliardi di euro di valore

Il nuovo piano non guarda solo ai soci: l’obiettivo è creare circa 500 miliardi di euro di valore per tutti gli stakeholder. Ai circa 50 miliardi per gli azionisti si sommano i quasi 374 miliardi di nuovo credito a medio-lungo termine erogato all’economia reale, le famiglie e le imprese, di cui circa 260 miliardi in Italia. Intesa stima poi, per le persone del gruppo, spese del personale per circa 28 miliardi; per i fornitori, acquisti e investimenti per circa 17 miliardi; per il settore pubblico imposte (dirette e indirette) per circa 26 miliardi; per il credito sostenibile nuovo credito pari al 30% del totale del nuovo credito a medio-lungo termine erogato; per i bisogni sociali, ovvero un contributo di circa un miliardo.

Il piano vede una crescita dei ricavi dovuta principalmente alle commissioni, con forti sinergie tra le divisioni e un aumento di circa 3.700 persone dedicate alla consulenza alla clientela (da circa 18.550 nel 2025 a circa 22.250 nel 2029) per alimentare una crescita di 101 miliardi di euro del risparmio gestito (da 562 miliardi nel 2025 a 663 miliardi nel 2029) e di circa 200 miliardi delle attività finanziarie della clientela (da 1.457 miliardi nel 2025 a 1.651 miliardi nel 2029).

Bilancio 2025 trainato dalle commissioni

Ca’ de Sass inaugura la stagione delle trimestrali bancarie con un balzo nell’ultima riga di bilancio, che passa dagli 1,5 miliardi del periodo ottobre-dicembre del 2024 a 1,7 miliardi l’anno successivo. La dote dell’ultimo trimestre porta l’utile netto 2025 a 9,3 miliardi di euro, in crescita del 7,6%, che frutterà 6,5 miliardi di dividendi da distribuire ai soci, a cui si aggiungono 2,3 miliardi di buyback. Nell’intero esercizio, gli interessi netti scivolano del 5,9% anno su anno a 14,8 miliardi, compensati dalla crescita delle commissioni nette (+6,3%), che si avvicinano a 10 miliardi. I risultati del 2025 di Intesa Sanpaolo sono “pienamente in linea con le indicazioni per l’anno rese note al mercato” e superiori agli obiettivi del piano di impresa 2022-2025, si legge nel comunicato.

In dettaglio, l’istituto registra una diminuzione del 2,2% delle commissioni da attività bancaria commerciale e una crescita del 10% in quelle da attività di gestione, intermediazione e consulenza, spinte dal +34,5% per la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli. Ancora, il risultato 2025 dell’attività assicurativa ammonta a 1,8 miliardi, in rialzo rispetto all’esercizio precedente.

In leggero calo i costi operativi (-0,6% a 11,5 miliardi), a seguito di una riduzione del 2,3% per le spese del personale e di un aumento dell’1,6% per le spese amministrative e del 3,3% per gli ammortamenti. Di conseguenza, il risultato della gestione operativa ammonta a 15,7 miliardi, contro i 15,5 del 2024.

Infine, il cost/income ratio passa da 42,7 a 42,2 per cento, mentre le rettifiche di valore nette su crediti salgono da 1,27 a 1,75 miliardi.


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