Auto, a gennaio il mercato parte bene con un più 6,2%. Sprint di Stellantis

ROMA – Lo scatto di inizio anno. A gennaio le auto immatricolare in Italia sono state 141.980 dai dati del ministero dei Trasporti: una crescita del 6,2% su gennaio 2025 e con un calo del 41,1% sul periodo pre pandemia, cioè gennaio 2019. Il risultato di gennaio è comunque positivo considerando che si esce da un anno difficile, il 2025, anche se è stato influenzato dagli incentivi all’acquisto di auto elettriche di ottobre. Contributo che ha portato all’immatricolazione di 55.680 veicoli a batteria.
Lo sprint di Stellantis
Partenza sprint per Stellantis. Il gruppo guidato da Antonio Filosa è cresciuto in Italia quasi il doppio dell’intero mercato nazionale: è quanto emerge dai risultati delle immatricolazioni dello scorso mese elaborati da Dataforce. Nella classifica delle auto più vendute, le prime quattro posizioni sono tutte Stellantis: al primo posto Fiat Pandina (13.394), al secondo Jeep Avenger (5.133), al terzo Citroën C3 (3576) e al quarto Fiat Grande Panda (3299). Con 46.452 registrazioni, i marchi che fanno capo a Stellantis, compreso il brand cinese Leapmotor, hanno permesso una crescita complessiva del 11,8% rispetto al 6,18% del mercato. La quota di Stellantis si amplia: 32,6%, in crescita di 1,6% rispetto allo stesso mese del 2025.
La crescita delle elettriche
La quota delle immatricolazioni di auto elettriche è stata del 6,6% a gennaio che corrisponde a 9.370 vetture vendute. Se si mantenesse il tasso di crescita di gennaio (+6,2%) per tutto l’anno si arriverebbe ad un volume di immatricolazioni per l’intero 2026 di 1.620.000 unità. Lontano da 1.917.106 unità del 2019, anno precedente la pandemia da coronavirus.
La crescita del parco auto anziano
Nel 2000 le autovetture circolanti in Italia erano 32.583.815, nel 2024 (ultimo dato disponibile) sono salite a 41.340.516 unità (+26,9%). Come è stata possibile questa crescita con livelli di immatricolazioni depressi La risposta è semplice. Si sono tenute in esercizio autovetture che in altri tempi sarebbero state da tempo rottamate e che sono pericolose per la gente in quanto meno sicure e fortemente inquinanti. Secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, “un grande aiuto potrebbe venire da un piano dell’Unione Europea per l’auto che tenesse conto non solo delle sacrosante esigenze ambientali, ma anche del sacrosanto dovere di tutelare la sicurezza dei cittadini e del sacrosanto dovere di ridare un posto di lavoro alla moltitudine di operai ed impiegati del settore che lo hanno perso”.
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