Duecentomila euro per Massaprofoglio, stop al dissesto idrogeologico
MUCCIA – Via libera al documento di indirizzo alla progettazione. Finanziamento per la realizzazione di due trincee drenanti profonde circa 3,5 metri per una lunghezza complessiva di 400 metri: serviranno ad evitare i movimenti del terreno legati alla falda acquifera
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La ricostruzione di Massaprofoglio, piccola frazione di Muccia segnata dal sisma del 2016 e da una lunga storia di dissesto idrogeologico, compie un passo molto importante. L’Ufficio speciale ricostruzione ha infatti approvato il documento di indirizzo alla progettazione (Dip) relativo all’intervento che mira a ripristinare la sicurezza dell’area attraverso l’abbattimento della falda acquifera, elemento chiave nell’equilibrio del versante.
Il via libera dà sostanza al finanziamento di circa 223mila euro assegnato dal commissario straordinario Guido Castelli. Per Massaprofoglio si tratta di un passaggio atteso. L’abitato sorge infatti su un versante interessato da dissesti complessi, già censiti come frana a pericolosità P2 e rischio R3. «Per gli abitanti questo atto non è solo un atto amministrativo – spiega il commissario Guido Castelli – è il segnale che la ricostruzione può finalmente procedere verso la fase concreta, dopo verifiche, approfondimenti e attese dovute alla complessità del dissesto. Il via libera al Dip non risolve da solo tutti i problemi, ma rappresenta la soglia necessaria affinché il Pua possa arrivare alla sua approvazione definitiva e il paese possa avvicinarsi a un futuro in cui tornare a vivere in sicurezza non sia più un progetto sulla carta, ma una prospettiva reale».
A confermare la criticità del sistema è stato un lungo percorso di indagini: prima gli studi storici avviati dopo il sisma del 1997, poi le campagne geognostiche e i monitoraggi realizzati tra il 1999 e il 2009, infine gli approfondimenti condotti dal 2023 al 2025 sotto il coordinamento del Settore soggetto attuatore e ordinanze speciali dell’Usr Marche. Tali analisi hanno evidenziato che oltre la metà dei dreni sub-orizzontali non è più funzionante e che le condizioni della falda richiedono un nuovo intervento mirato. Il nodo principale rimane l’instabilità del terreno, aggravata dalla dinamica della falda che, in occasione delle piogge, mostra oscillazioni rapide e condizioni non compatibili con la futura ricostruzione delle abitazioni. Gli studi più recenti hanno confermato che l’unico modo per garantire la stabilità del versante è un’opera che riporti efficienza al sistema drenante, non più recuperabile nei suoi elementi originari. Da qui è nata la scelta progettuale oggi approvata: la realizzazione di due trincee drenanti profonde circa 3,5 metri, per una lunghezza complessiva di 400 metri. Il Dip stabilisce le linee tecniche e operative che guideranno i progettisti verso il progetto di fattibilità tecnico-economica e, successivamente, verso il progetto esecutivo. Si tratta di un documento sostanzioso, che ricostruisce l’intera evoluzione del dissesto, individua i vincoli paesaggistici e idrogeologici, definisce i criteri di progettazione e prescrive anche l’attivazione di un monitoraggio piezometrico stagionale per affinare i parametri dell’intervento.
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