ascolta “Put The Bucket Down”, nuovo estratto dal nuovo album “o/i”

A un mese dall’uscita di “Been Undone“, inizialmente diffuso nella versione Dark-Side, Peter Gabriel prosegue la pubblicazione dei brani che confluiranno nel prossimo album “o/i”, atteso in forma completa entro la fine dell’anno. Il nuovo singolo si intitola “Put The Bucket Down” ed è proposto nel Bright-Side Mix, confermando la struttura a doppia prospettiva che caratterizza l’intero progetto.
Come per il precedente estratto, anche questa traccia è accompagnata da un’opera visiva. In questo caso si tratta di “Cosmic Spider/Web” dell’artista argentino Tomás Saraceno, immagine che raffigura tre specie di ragni — Cyrtophora citricola, Nephila senegalensis e Holocnemus pluchei — e che funge anche da copertina ufficiale dell’album.
Gabriel colloca il brano all’interno di un percorso più ampio, legato a uno spettacolo parallelo su cui sta lavorando da tempo: un progetto narrativo incentrato sul cervello come fulcro concettuale. “Put The Bucket Down” rappresenta un passaggio in cui il confine tra pensiero autonomo e influenza esterna si fa incerto, mettendo in discussione l’origine stessa delle idee e della coscienza. Sul piano musicale, il pezzo nasce attorno a quello che l’artista definisce un “loop sbilanciato”, struttura ritmica irregolare che ha trovato piena espressione nel lavoro con la band. Durante le sessioni orchestrali, Gabriel ha coinvolto John Metcalfe per una parte essenziale e minimale, mentre i fiati assumono un ruolo centrale grazie anche ai contributi di Paolo Fresu in studio e di Josh Shpak nelle esecuzioni dal vivo.
Il nuovo progetto discografico del musicista inglese arriva come seguito diretto di “i/o” (2023) e ne riprende l’impostazione concettuale: anche questa volta, infatti, Gabriel pubblicherà un brano a ogni plenilunio, fino alla diffusione dell’album completo prevista entro la fine dell’anno.
Presentando l’album, Gabriel ha dichiarato: “Sono felice di dire che questa sera, con la luna piena, iniziamo un nuovo anno di uscite mensili sotto il nome ‘o/i’. Le canzoni sono un insieme di pensieri e sensazioni. Sto riflettendo molto sul futuro e su come potremmo reagire: stiamo entrando in una fase di transizione senza precedenti, probabilmente innescata da tre ondate principali, l’intelligenza artificiale, il quantum computing e l’interfaccia cervello-computer. Gli artisti hanno il compito di guardare nella nebbia e, quando intravedono qualcosa, di tenere in mano uno specchio. Non siamo e non siamo mai stati esseri totalmente autodeterminati e indipendenti a cui è stato dato libero corso sul mondo. Siamo qualcosa d’altro, siamo parte della natura, una parte di tutto, e sentire una qualche connessione, muovere le chiappe e dare e ricevere un po’ d’amore può aiutarci a trovare un nostro posto, e a stamparci un bel sorriso in faccia”, ha aggiunto Gabriel.
Il compositore inglese ha poi sintetizzato il rapporto tra i due album come una sorta di dittico complementare: “i/o” rappresenta “l’interno che trova una nuova via d’uscita”, mentre “o/i” è “l’esterno che scopre un nuovo modo di entrare”. Una riflessione che si allarga a una visione meno individualistica dell’essere umano, inteso come parte integrante della natura e di un tutto più ampio, in cui la connessione emotiva e fisica diventa uno strumento per ritrovare il proprio posto.
Alcuni dei nuovi brani, ha aggiunto, confluiranno nel “brain project” che Gabriel porta avanti da anni, mentre altri nascono semplicemente dal desiderio di trasmettere gioia. “Spero che vi piacciano”, ha concluso.
In un contesto diverso, Gabriel ha anche ringraziato recentemente il regista Josh Safdie per aver inserito il suo brano “I Have The Touch” nel film “Marty Supreme“, interpretato da Timothée Chalamet.




