Salute e innovazione nel carrello alimentare del futuro degli italiani

Cosa mangeranno gli italiani nei prossimi anni? A questa domanda hanno provato a rispondere gli esperti che hanno partecipato al confronto di apertura della 23° edizione del Forum Impresa Persona Agroalimentare che si è tenuta a Milano Marittima il 30 e 31 gennaio scorsi. Dalla manifestazione che ha visto riuniti oltre 400 imprenditori e manager dell’agroalimentare italiano, è emerso che il consumatore è disposto a spendere, ma solo se riconosce valore. Dai dati e le analisi di NielsenIQ infatti emerge un quadro meno pessimista di quanto si racconta. “La narrativa di un’inflazione che deprime i consumi è solo in parte vera”, illustra Matteo Bonù, food industry leader di NielsenIQ, “il consumatore non cerca solo risparmio, ma valori per cui è disposto a spendere, e valori che non sono esclusivamente monetari”.
Dai dati si può infatti notare che sono in crescita alcune categorie orientate a servizio, benessere, convivialità e sperimentazione come caffè in capsule, yogurt greco, kiwi giallo, creme di frutta secca e prodotti ad alto contenuto proteico. E per la prima volta, nel largo consumo, aggiunge Stefano Galli, global business partner di NielsenIQ, “osserviamo una crescita così sostenuta trainata dai prodotti freschi, insieme a un miglioramento sostanziale dell’offerta”. Stanno cambiando le priorità degli italiani e con queste cambia anche la composizione del carrello della spesa con una crescente attenzione per la salute e l’innovazione, avanza il free from e si rafforza la marca del distributore. Mango, kefir, avocado, semi, frutti di bosco, yogurt greco colato e kiwi sono i prodotti che mostrano i maggiori trend di crescita a volume.
Guardando al futuro, per il global business partner di NielsenIQ ci saranno alcune discontinuità destinate a incidere profondamente sull’offerta, dalla nutrizione funzionale, alle porzioni più piccole legate ai farmaci GLP-1, all’intelligenza artificiale applicata alla spesa, a cui si affiancano criticità come la volatilità ormai strutturale delle materie prime e la crescente pressione sui margini delle aziende. Per queste ragioni, secondo Galli “vinceranno le aziende capaci di anticipare questi cambiamenti, trasformandoli in leve di innovazione e fiducia”. Quanto al vino, secondo Riccardo Cotarella, presidente nazionale e internazionale degli enologi, questo “non soffre nei consumi. Il vero tema è il rapporto con i giovani, che non si avvicinano al vino come dovrebbero, e la responsabilità è del settore” che dovrebbe tornare a raccontarlo come cultura, territorio e identità e non solo come semplice prodotto, anche perché, conclude, “non è l’uva che fa il vino, ma il territorio che gli dà il Dna”.
Domenico Brisigotti, direttore generale di Coop Italia, ha analizzato i cambiamenti di mercato dal punto di vista della distribuzione indicando che “i volumi non cresceranno”, ma che cambieranno le caratteristiche dei consumi. Secondo il direttore generale di Coop Italia, le prospettive restano positive per frutta, verdura e fresco, mentre sono più complesse per le carni. Si rafforza il legame tra cibo, salute e qualità della vita mentre sul fronte retail sarà inevitabile la concentrazione e la trasformazione dei modelli, con investimenti sostenibili solo per operatori di dimensioni adeguate. “La qualità e la sostenibilità” ha concluso Brisigotti, “non sono negoziabili, il consumatore non si aspetta passi indietro”.
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