Crepet: “Stop all’ossessione della perfezione. I bambini devono essere confusi e agitati. Vogliamo solo figli con QI sopra 100?”

Lo psichiatra Paolo Crepet ha rilasciato un’intervista alla trasmissione “Lo Specchio” della RSI, la televisione svizzera.
L’esperto ha esposto una riflessione controcorrente sul valore della confusione come strumento di crescita. “Io adoro la confusione, perché credo che la confusione porti alle competenze. Solo quando sei confuso cerchi qualcosa“, ha dichiarato Crepet.
Lo psichiatra ha criticato l’attuale inno alla perfezione che attraversa la società contemporanea. Aziende miliardarie promuovono oggi standard di perfezione applicati persino ai feti. “Mosè avrebbe fatto cose molto strane se qualcuno avesse pensato all’uomo perfetto“, ha affermato l’esperto.
Crepet ha sollevato interrogativi sui kit di intelligenza artificiale che possono intervenire sul genoma umano. La tecnologia può liberare da malattie, ma il confine diventa labile. Lo psichiatra ha prospettato scenari inquietanti: “Se io volessi avere un sacco di bambini cosiddetti intelligenti e se c’è qualcuno che pensa che i cittadini del mondo avessero come minimo tre numeri del quoziente intellettivo, noi accettiamo solo quelli sopra il 100“. La riflessione ha evocato parallelismi storici senza nominarli esplicitamente.
Bambini agitati e liberi di esplorare mondi personali
I bambini dovrebbero essere sempre agitati, secondo Crepet. Lo psichiatra include in questa categoria anche quelli che cercano l’agitazione in un angolo oscuro della casa. Crepet ha condiviso un ricordo personale dell’infanzia: “Da bambino giocavo a una cosa che mi ero inventato che mi faceva compagnia, che si chiamava il mio piccolo impero. Creavo un mondo assolutamente irreale di cui evidentemente avevo bisogno“.
Lo psichiatra ha citato “Stairway to Heaven” dei Led Zeppelin, canzone che ironizzava su chi pensava di poter comprare la scala per il cielo. “I problemi sono arrivati con l’agio. Quando noi compriamo tutto ai nostri figli e pensiamo di poterla comprare davanti a uno scaffale dove tutto è confezionato, questo è il grande errore“, ha spiegato Crepet. L’esperto ha sottolineato che le persone geniali attraevano figure complesse.
Pier Paolo Pasolini ha attratto due donne opposte come Oriana Fallaci e Maria Callas, entrambe innamorate di un amore impossibile e imprevedibile. “Entrambe erano donne libere, donne fuori dagli schemi che non si erano mai piegate ma si erano commosse di fronte alla bellezza“, ha dichiarato lo psichiatra.
Il rispetto nella condivisione della vita personale
Crepet ha concluso l’intervista con una riflessione sul rispetto nella condivisione della vita personale. “Penso che sia rispetto quello di pensarci molto prima di parlare della vita personale“, ha affermato lo psichiatra. La vita personale va centellinata ed esposta con giudizio.
L’esperto ha precisato che questa esposizione può avvenire laddove può diventare metafora per altri. I ricordi personali che non assolvono questa funzione vanno tenuti in un cassetto, come risulta giusto. La riflessione di Crepet si inserisce in un quadro più ampio sulla responsabilità educativa e sulla necessità di preservare spazi di autenticità e imperfezione.
Lo psichiatra ha richiamato l’attenzione su un modello educativo che privilegi la ricerca personale rispetto all’acquisizione passiva di certezze preconfezionate. Il messaggio rivolto ai genitori invita a distinguere tra il dare strumenti di crescita e il fornire risposte predefinite che impediscono lo sviluppo di un pensiero autonomo e critico.
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