Friuli Venezia Giulia

Trieste, in aumento il consumo di sostanze stupefacenti

02.02.2026 – 8.30 – Negli ultimi anni, Trieste sta registrando una diffusione significativa del consumo di sostanze stupefacenti: a confermarlo è il più recente rapporto elaborato dall’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri” di Milano. Il documento, presentato al Parlamento per conto del Dipartimento antidroga della Presidenza del Consiglio, evidenzia come Trieste si collochi tra le città italiane con i tassi più elevati di consumo di ecstasy. Le analisi delle acque reflue, utilizzate per stimare l’incidenza del consumo di sostanze stupefacenti, mostrano inoltre un incremento dell’assunzione di ketamina, farmaco anestetico e antidepressivo. In controtendenza rispetto al quadro nazionale, invece, il consumo di cannabis appare in diminuzione. Pur non fornendo dati specifici sul consumo di cocaina nella città di Trieste, il report conferma che tale sostanza resta ancora una delle più diffuse a livello nazionale, con ricadute significative sulla salute pubblica e sui servizi sanitari.

Per quanto riguarda i servizi sanitari, il Friuli Venezia Giulia risulta tra le regioni con la disponibilità più limitata di strutture dedicate al trattamento delle dipendenze: nello specifico, il numero di posti disponibili si colloca al di sotto della media nazionale. Tuttavia, i servizi rivolti ai pazienti con “doppia diagnosi”, cioè con dipendenze associate a disturbi psichiatrici, risultano particolarmente presenti, suggerendo una frequente presa in carico di utenti dal profilo complesso. Il rapporto 2025 dell’Istituto milanese richiama infine l’attenzione sull’allarmante diffusione dell’epatite C tra le persone seguite dai servizi per le dipendenze: il Friuli Venezia Giulia figura tra le regioni con le percentuali più alte di positività, un dato legato in particolare alle modalità di assunzione di alcune sostanze. Un’ulteriore specificità regionale emerge nel contesto delle carceri: pur essendo pochi i detenuti con problemi di tossicodipendenza, tra loro prevale l’uso di oppiacei, più frequente rispetto a molte altre aree del Paese. Il quadro delineato dal report suggerisce una situazione regionale complessa e ancora fragile, evidenziando criticità e specificità locali: i dati raccolti potranno di conseguenza contribuire a orientare strategie mirate di prevenzione, assistenza e intervento.

[b.m.]




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