Mammografie e risonanze, le liste d’attesa da incubo ad Ancona. Esami anche nei weekend
ANCONA Attese infinite per risonanze magnetiche, ecografie ad alta complessità, mammografie o visite ematologiche per soggetti anziani a rischio. Ogni giorno un paziente chiama il Cup, si mette in attesa e spera che all’Inrca o a Torrette possano trovare spazio. Le liste d’attesa sono il tema dei temi, attorno al quale ruota la percezione della sanità tra i cittadini. La Regione sta cercando di rimettere il treno sui binari e, a gennaio, Palazzo Raffaello ha approvato una delibera che fissa l’erogazione straordinaria nei weekend di visite ed esami in tutte le aziende sanitarie del territorio, con l’obiettivo di dare una sforbiciata alle attese.

L’urgenza
Si tratta di un piano spalmato su sei mesi: 24 giornate di sabato e 24 domeniche, tra gennaio e maggio, per poi ripartire a ottobre e novembre dopo l’estate. In provincia di Ancona ce n’è bisogno come altrove. I tempi di attesa per visite ed esami specialistici dovrebbero seguire regole precise fissate, a livello nazionale, nel Piano Nazionale di Governo delle liste d’attesa (PNGLA). In base alla gravità, le prestazioni vanno garantite entro soglie definite: 10 giorni per la priorità B (breve), 30 o 60 giorni per la D (differibile) e 120 per la P (programmabile).
Analizzando i dati rilasciati dall’Azienda ospedaliero universitaria delle Marche e dall’Inrca, la situazione appare piuttosto critica, soprattutto in alcuni ambiti. Tra le prestazioni più problematiche all’Inrca spicca la risonanza magnetica. Per le prestazioni con priorità B, l’attesa media – registrata a novembre – supera i 20 giorni e anche le priorità D si collocano spesso intorno ai 60 giorni. Un quadro simile vale anche per la prima visita reumatologica. Le attese medie per la priorità B si attestano sui 21 giorni.
Da brividi i numeri per la prima visita ematologica, che registra la situazione peggiore. Il distacco dallo standard nazionale è netto: le attese medie per la prestazione in priorià B superano i 100 giorni. Una specialità clinicamente delicata, soprattutto per le persone anziane, dove la capacità di risposta non sempre è allineata ai tempi standard. L’Inrca, su impulso della Regione, sta cercando di fare la propria parte. Durante i primi due fine settimana sono state già messe a disposizione 210 prestazioni.
I numeri
Nel weekend appena trascorsok, invece, sono state erogate ben 165 prestazioni aggiuntive, di cui 93 solo nella giornata di ieri. Per tutto il mese di febbraio si punta a erogare altre 330 visite, tra risonanze, visite cardiologiche, dermatologiche, nefrologiche, pneumologiche e via dicendo. Il mancato rispetto delle soglie diventa ancora più evidente a Torrette. Esempio emblematico è l’ecodoppler cardiaco dove, per le prestazioni D, l’attesa media supera i 280 giorni. Critico anche il fronte della prevenzione oncologica.
La mammografia, sia bilaterale che monolaterale, presenta attese medie superiori ai 220 giorni. Ma anche a Torrette ci si dà da fare. Dal fine settimana che si è appena concluso, i medici sono a lavoro per garantire prestazioni extra per quanto riguarda le Tac, gli ecodoppler, le visite cardiologiche e oculistiche.




