Catanzaro, il giudice: «Nessuna pressione della politica per gli appalti della Cittadella»
A oltre sei anni dall’apertura del fascicolo si chiude con l’archiviazione l’inchiesta sulla presunta ingerenza nella gestione degli appalti per la manutenzione degli impianti nella Cittadella regionale e del verde pubblico nella sede dell’Asp di Catanzaro. Dopo aver ascoltato le parti il giudice Andrea Odierno ha chiuso il fascicolo per infondatezza delle notizie di reato contestate all’ex presidente del Consiglio regionale Domenico Tallini, all’ex consigliere regionale e all’epoca dei fatti direttore generale della Provincia di Catanzaro Valeria Fedele, all’imprenditore Gennaro D’Addosio e al funzionario dell’Asp Ivan Mancuso. Accolte quindi le tesi degli avvocati difensori Valerio Murgano, Francesco Iacopino e Vincenzo Ioppoli.
L’inchiesta, condotta dalla Guardia di Finanza, aveva preso avvio dopo le denunce presentate da un dirigente della Regione sulla gestione dei servizi di manutenzione e pulizia della Cittadella. L’appalto, fin dall’apertura degli uffici a Germaneto, era affidato alla Manital che aveva poi subappaltato alla ditta di D’Addosio, compagno della Fedele. A causa di varie criticità emerse nell’esecuzione del servizio, la Regione decise di contestare inadempimenti alla ditta fino ad arrivare a sospendere i pagamenti. Nel 2019 infine venne stipulato un nuovo bando che impediva il subappalto, escludendo quindi la ditta di D’Addasio, e affidava il servizio a un’altra società. Proprio in questo lasso di tempo sarebbe emerso l’interessamento di Tallini, allora consigliere regionale, in favore della ditta.
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