Economia

Azioni e titoli di Stato per puntare sull’effetto Olimpiadi

È soprattutto una questione di immagine, ma non per questo secondaria. L’avvio delle Olimpiadi di Milano-Cortina porterà sotto i riflettori a livello globale una serie di brand che potrebbero trarre beneficio anche sul fronte delle quotazioni azionarie. Perché se è vero che gli appalti per le grandi infrastrutture e i contratti commerciali e di sponsorship risalgono ad anni addietro, e verosimilmente sono stati già scontati nei prezzi, è pur vero che l’associazione con un evento di tale portata possono dare nuovo sprint ai conti societari e non solo. L’effetto vetrina dei Giochi potrebbe infondere ulteriore fiducia negli investitori internazionali verso i titoli del nostro debito pubblico, evidenzia David Pascucci, market analyst di Xtb.

Spinta a costruzioni e infrastrutture

“Per i mercati finanziari, il focus non è sull’impatto congiunturale, ma sulla capacità dell’evento di rafforzare dinamiche strutturali già in atto, in particolare in infrastrutture, real estate e consumi”, sottolinea Linda Rossi, investor relations manager e responsabile progetti speciali di First Capital. “Il comparto infrastrutture e costruzioni è tra i principali beneficiari del contesto olimpico. L’organizzazione dei Giochi implica investimenti rilevanti in opere pubbliche, trasporti e riqualificazione urbana, con effetti distribuiti su un orizzonte pluriennale. Accanto ai grandi general contractor come Webuild, spesso è il mercato a valorizzare maggiormente operatori con competenze specialistiche e forte esposizione alle opere più complesse: in questo perimetro rientra Icop, attiva in nicchie ad alto valore aggiunto come fondazioni speciali e microtunnelling (particolarmente rilevanti in contesti complessi e montani, ndr)”.

Centrale è anche il tema della mobilità, con Rossi che vede opportunità di rivalutazione per Fnm, Regional Transport Sponsor dei Giochi, è coinvolta operativamente nella gestione di servizi ferroviari e autobus integrati, stazioni e parcheggi. Trenord (controllata da Fnm) ha annunciato un potenziamento fino a 2.500 collegamenti giornalieri durante le date olimpiche, con estensione serale del servizio: un esempio di domanda certa che il mercato tende a prezzare più della sola visibilità mediatica.

L’effetto Olimpiadi si estende anche a immobiliare e ospitalità: “Fiera Milano ospiterà competizioni a Rho, mentre la valorizzazione delle aree coinvolte e l’aumento della domanda ricettiva sostengono affitti brevi e ospitalità”, aggiunge l’esperta.

Tra i comparti che trarranno maggiori benefici dall’evento, figurano quelli di infrastrutture e costruzioni. Quando si mette in moto una macchina del genere, servono solide basi. Ecco perché titoli come Webuild, o anche Fincantieri potranno trarre notevole vantaggio dalla situazione”, concorda Paolo Pescetto, presidente e founder di RedFish LongTerm Capital. “Ci sarà, poi, un buon movimento nel settore immobiliare, considerando che gli atleti e lo staff avranno bisogno di alloggio. Il mercato degli affitti brevi a Milano sicuramente subirà oscillazioni notevoli, e società come Coima Res, specializzata nell’investimento e nella gestione di immobili commerciali, in particolare di uffici nel milanese, potrebbero veder salire il valore delle proprie azioni”.

Ritorno di immagine per i grandi sponsor 

Quanto all’equity, Pascucci vede ritorni interessanti soprattutto per i main sponsor. “Per Intesa SanPaolo si tratta di un’ottima occasione per aver risalto in ambito internazionale come grande banca di punta per l’Italia, forte anche della sua capitalizzazione da oltre 100 miliardi di euro. Lo stesso si può dire per Eni, che fornisce soluzioni sostenibili per lo svolgimento della manifestazione sportiva”. Inoltre indica Stellantis, “che fornirà i mezzi automobilistici per l’occasione e potrà sfruttare l’occasione per mettere in mostra i prodotti e rilanciare il proprio nome sul mercato dei capitali”.

Più in generale, un evento di portata globale come quello che sta per iniziare è un’occasione straordinaria di visibilità per il nostro Paese, dalla quale può derivare una crescita di interesse da parte degli investitori internazionali. Che, in soldoni, può significare più facilità di piazzare le emissioni dei titoli di Stato (e a prezzi più bassi), nonché maggiore possibilità di veder crescere i multipli dei titoli quotati a Piazza Affari.


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