Biancorossi per sempre, Cesarino Grossi: “Morto per un fulmine”
‘Biancorossi per sempre’ dedica il suo ventottesimo appuntamento a un barese verace di grande talento, un giovane ‘galletto’ andato via in tenera età: Cesare, detto Cesarino, Grossi. Nato a Bari il 22 gennaio 1917 e cresciuto nel quartiere Carassi, ha mosso i primi passi nelle giovanili biancorosse, conquistandosi l’esordio in prima squadra il 18 aprile 1937, nella gara in trasferta contro l’Ambrosiana-Inter. L’allenatore del Bari, Anton Cargnelli, rimase colpito dalla tecnica sopraffina del giovane Grossi, il quale diventò subito titolare nell’undici barese. E fu così che a suon di dribbling ubriacanti, tiri potenti e precisi, e gesti tecnici di alta classe divenne rapidamente il beniamino dei tifosi biancorossi che, a causa della sua bassa statura (1,65 m d’altezza) e del suo fisico minuto (56 kg), lo soprannominarono “mezzo balilla”, “Topolino” e “centravanti tascabile”.
Nella città di Bari non si faceva altro che parlare di quel giovane fenomeno che faceva ammattire i difensori avversari. Grossi era davvero diventato una star, tanto che in città i tifosi facevano a gara per acquistare una sua foto, che veniva usata anche come segnalibro. Una sua particolarità è stata anche quella di esultare in maniera molto calorosa, facendo aumentare le simpatie della tifoseria. Si ricorda, tra l’altro, un suo grande gesto tecnico durante la gara contro la Lazio: nonostante la sua bassa statura, si elevò più dei laziali Pioli e Viani, che erano entrambi alti 1,85 m. E come non menzionare la splendida doppietta contro l’Alessandria del 9 maggio 1937, messa a segno in due minuti, e la gara contro il Torino, dove da solo trascinò i biancorossi alla vittoria per 4-2 e al rientro a Bari i tifosi del suo rione lo omaggiarono con una festa e una cena in un ristorante del centro. Le sue belle prestazioni attirarono l’interesse dell’Ambrosiana-Inter, che per il funambolo barese mise sul tavolo l’importante cifra di 400mila lire.
Ma la società barese non si fece convincere dal denaro, e così Grossi restò a Bari. E proprio mentre stava vivendo un periodo di grande gloria, in cui veniva considerato uno dei più grandi talenti del calcio italiano, l’amara sorte era dietro l’angolo. Oltre a combattere sul terreno di gioco, andò a farlo per la patria: arrivò la chiamata alle armi, e il 7 aprile 1939 partecipò all’invasione italiana dell’Albania. Ma il 22 aprile 1939, il buon Cesarino trovò la morte a Tirana, a soli 22 anni d’età, in circostanze ancora oggi oscure: la versione ufficiale parlò di un fulmine fatale, mentre secondo alcune ipotesi il giovane calciatore morì in un agguato da parte di ribelli albanesi.
“È giunta notizia al nostro Comando di Presidio da parte della Intendenza d’Albania – recitava il comunicato – che il soldato Cesare Grossi da Bari partito col suo Reggimento 48, Fanteria per l’Albania è stato colpito mortalmente da un fulmine. Il nostro Comando di Presidio ha provveduto per tramite di un Ufficiale a comunicare nella serata la dolorosa notizia ai genitori del povero scomparso”. In pochi credettero a quel fulmine, ma in ogni caso Bari aveva perso per sempre il suo campione. Ai suoi funerali svolti a Bari, infatti, ci fu grande partecipazione e commozione e in città fu proclamato un giorno di lutto. La notizia girò pian piano in tutta Italia, dove Ninì (così era anche chiamato) aveva lasciato il segno sui campi da calcio. Il suo sogno era la maglia azzurra, della nazione che tanto amava e difendeva con coraggio, e che certamente avrebbe conquistato.
Se ne andò via per sempre col suo sorriso sornione, ma entrò con forza nella storia biancorossa. Con la maglia del Bari, Grossi ha totalizzato 46 presenze in tre campionati da protagonista in serie A (1936-37, 1937-38, 1938-39), segnando 16 gol. Oggi, a distanza di quasi un secolo dalla sua scomparsa, rimane l’attaccante che ha fatto appassionare Bari di calcio, e il suo ricordo continua a vivere nella storia della città e dei suoi tifosi. A lui, infatti, è dedicata una delle rampe d’accesso dello stadio San Nicola.



