Veneto

Il “giallo” dei pesci in calle a Venezia

Il “giallo” è rilanciato dai social: la pagina Facebook “Venezia non è Disneyland” pubblica per prima le foto dei siegoli spiaggiati in calle ma il mistero viene svelato subito, tra chi parla di profezie da fine del mondo, di realtà parallele e di battute attuali (“Fish delivero e pure freschi!!”): i pesci escono dai gatoli a causa dell’acqua alta.

A Venezia in questo periodo è possibile scoprire canali insolitamente affollati di pesci. Anche grazie (fortunatamente) al basso grado di inquinamento, si possono vedere grandi quantità di cefali, che si radunano in branchi così fitti da coprire la superficie dei rii. Non si ricorda, però, che questi animali possano uscire fisicamente dall’acqua finendo sul selciato cittadino. Un evento che fino a pochi giorni fa sarebbe sembrato improbabile, se non del tutto irreale, e che invece si è verificato nella mattinata di venerdì nel cuore di Venezia.

La scena si è presentata in Calle del Cappello Nero, una stretta via alle spalle delle Procuratie Vecchie, a pochi passi da Piazza San Marco. Qui, sui masegni della calle, sono comparsi improvvisamente decine di pesci vivi, emersi da una feritoia di scolo (un tombino) e rimasti a terra per diversi metri. Un’immagine che ha colto di sorpresa passanti e residenti, diventando rapidamente virale sui social network.

A documentare l’accaduto un’iscritta della pagina “Venezia non è Disneyland” che si è trovata casualmente a passare per la calle in quel momento. Superato lo stupore iniziale, la testimone ha deciso di scattare alcune fotografie e condividerle online, proprio per raccontare un episodio che altrimenti sarebbe potuto sembrare inverosimile.

Le immagini mostrano i pesci ancora vivi, intenti ad annaspare sui masegni umidi, in una situazione di evidente difficoltà. Poco più avanti, racconta la testimone, una donna stava cercando di rimediare alla situazione raccogliendo gli animali con un secchio e una paletta per rigettarli nel canale più vicino, nel tentativo di salvarne almeno alcuni. Il post ha raccolto in breve tempo centinaia di condivisioni e commenti, oscillando tra incredulità, ironia e tentativi di spiegazione tecnica.

Secondo gli esperti, sebbene molto raro, l’episodio non è ritenuto impossibile. Secondo la ricostruzione, alcuni esemplari potrebbero essere stati spinti dalla pressione dell’acqua alta, fino a raggiungere lo sbocco delle forine. Una volta emersi, però, il rapido calo della marea non avrebbe dato loro il tempo di rientrare nei canali, lasciandoli intrappolati sulla pavimentazione.

Tra i commenti comparsi sui social, qualcuno ha ipotizzato un collegamento tra l’episodio e le criticità idrauliche dell’area, che tende ad allagarsi con frequenza, come nel caso della stessa Calle del Cappello Nero o del vicino campiello delle Generali. L’episodio, pur nella sua eccezionalità, riporta l’attenzione sul delicato equilibrio tra città e ambiente lagunare, e su come fenomeni naturali e infrastrutture urbane possano occasionalmente interagire in modi sorprendenti, anche nel contesto più conosciuto e fotografato di Venezia.


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