Elezioni, in Umbria sei Comuni al voto in primavera. Sindaci al primo turno a caccia di conferma
di Daniele Bovi
Quattro Comuni in provincia di Terni e due in quella di Perugia. Dopo la maxi tornata elettorale del 2024, durante la quale sono andati al voto due terzi dei municipi umbri e la Regione, nella primavera del 2026 saranno in tutto sei i Comuni chiamati a eleggere sindaco e consiglieri.
Al voto In una data, ancora da stabilire, che va dal 15 aprile al 15 giugno, al voto andranno Attigliano, Calvi dell’Umbria, Ferentillo, Giove, Scheggino e Valfabbrica. Tutti Comuni ben al di sotto dei 15mila abitanti, soglia oltre la quale in caso nessuno dei candidati raggiunga il 50 per cento più uno dei voti servirebbe il ballottaggio: il più popoloso è infatti Valfabbrica (poco più di 3mila residenti), mentre il più piccolo è Scheggino con 460; complessivamente si parla di poco meno di 11mila persone.
Le regole Il meccanismo che regola il voto in queste realtà è diverso rispetto a quello dei Comuni oltre i 15mila abitanti. Al candidato o alla candidata sindaca è collegata una sola lista con i nomi dei consiglieri. L’elettore può esprimere un solo voto di preferenza scrivendo il cognome del candidato alla carica di consigliere che preferisce. A essere eletto è il sindaco che ha ricevuto più voti e il ballottaggio è possibile solo nell’eventualità, non certo frequente, di un pareggio. Alla lista del candidato sindaco che è risultato eletto sono attribuiti due terzi dei seggi in consiglio. Alle altre liste i rimanenti seggi proporzionalmente ai voti ottenuti.
I sindaci Partendo dalla provincia di Perugia nel 2020, quando si votò a settembre dopo la prima ondata della pandemia, a Valfabbrica fu eletto per una civica di centrodestra Enrico Bacoccoli con il 57 per cento; a Scheggino, sempre per una civica di centrodestra, venne eletto Fabio Dottori con il 68 per cento. In provincia di Terni ad Attigliano, per una civica di centrodestra con il 59 per cento dei voti la fascia andò a Leonardo Vincenzo Fazio; a Giove anche qui con una civica di centrodestra vinse Marco Morresi con il 51,3 per cento; a Calvi dell’Umbria invece a farcela fu Guido Grillino con il 78 per cento alla guida di una civica di centrosinistra; infine, a Ferentillo per una civica di centrodestra vinse Elisabetta Cascelli con il 54,5 per cento. Tutti e sei sono sindaci al primo mandato ma la novità, rispetto agli anni passati, è che nel 2024 il governo per questi piccoli comuni ha eliminato il limite di mandato.
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