20 anni fa nasceva la stazione di Pergine: i retroscena – CRONACA
È stato un successo di persone, di empatia, di amore verso ciò che si è realizzato venti anni fa. Il lato umano è prevalso su quello tecnico. E così la celebrazione dei venti(uno) anni dell’entrata in funzione del Centro intermodale di Pergine Valsugana, primo vero proprio hub intermodale del Trentino capace di fondere in un’unica infrastruttura il trasporto passeggeri ferroviario con quello su gomma, ha registrato un successo di partecipazione.
Circa 150 tra appassionati, tecnici, amministratori e maestranze si sono ritrovati nella rimessa della stazione di Pergine Valsugana per celebrare la nascita di questa struttura pubblica che ha drasticamente e positivamente modificato le visioni legate al trasporto pubblico in Trentino. E ciò grazie ad un futuristico progetto ideato a metà degli anni 90 quanto il tratto di ferrovia tra Trento e Bassano era ritenuto un ramo secco dalle FS e destinato ad essere chiuso. Venti(uno) anni perché in effetti – è stato detto – la struttura venne aperta nell’estate 2005 ma ufficialmente inaugurata nel gennaio 2026.
È stato un incontro di Comunità quello promosso dal gruppo spontaneo Amici della Stazione di Pergine – in collaborazione con il Model Club Pergine Valsugana e il Gruppo Gff Pocher di Trento – sotto la regia dell’ architetto Sandro Aita e del segretario Gff Pocher Emiliano Voltolini. Con la benedizione di Trentino Trasporti che ha consentito di tramutare in realtà quello che solo 20 giorni fa sembrava una utopia. Grazie al supporto del presidente Diego Salvatore, del dg Roberto Murru, dell’arch. Michele Fedel (Ufficio Patrimonio) e dell’ing. Giuliano Giacomelli (Comunicazione).
Ad aprire l’appuntamento è stato l’arch. Aita progettista della Stazione. Citando Goethe circa l’identità e riconoscibilità delle città, nelle loro diverse ma complementari componenti urbane, ha ricordato come un’architettura del percorso debba appunto esplorare soprattutto gli spazi residuali, le presenze difficili, leggendo ogni traccia del luogo, della sua storia, gli indizi del passato che ne possano riscattare il futuro, specie di quei brani di tessuto urbano più lacerati e bisognosi di riqualificazione. Dopo 20 anni dalla inaugurazione del “Centro” – ha concluso – Pergine si interroga su quale futuro si apre per la mobilità della valle, quali strade, ferrate e non ferrate, la possano aiutare nella faticosa ma necessaria integrazione dei mezzi di trasporto, per migliorare la qualità della vita, dell’ambiente e del paesaggio, che ha nella sua identità l’anima dei luoghi.
Il valore di quest’opera anche sul piano ferromodellistico è stato evidenziato da Claudio Geat e da Alessandro Pinter, presidenti rispettivamente di Gff Pocher e Model Club Pergine.
Un momento di commozione si è registrato quando gli assessori comunali dell’epoca Marco Osler e Aldo Zanella hanno ricordato il lavoro, la tenacia e la lungimiranza dell’allora sindaco di Pergine Renzo Anderle rappresentato dal figlio ing. Roberto. Al quale è stato consegnato da Voltolini e Aita un libro storico sulla Ferrovia della Valsugana.
Dopo un piacevole intervento artistico con l’attrice Chiara Benedetti (Compagnia AriaTeatro che gestisce il Teatro comunale di Pergine) sono iniziati gli interventi “storici” dell’ex direttore generale dell’Atesina (ora Trentino trasporti) ing. Giancarlo Crepaldi, dell’allora presidente Vanni Ceola e dell’allora assessore della Provincia autonoma Silvano Grisenti. Dalle loro parole è emersa da un lato la difficoltà di rapportarsi con le Ferrovie dello Stato (facevamo fatica ad avere un incontro a Roma, le parole di Grisenti per inquadrare il momento storico) e dall’altro dal grande lavoro di ideazione e progettazione frutto di contatti e sopralluoghi a livello europeo. Ceola ha ricordato alcuni aneddoti e senza giri di parole ha guardato al futuro: oggi bisogna aver il coraggio di tornare al passato. Oggi costa meno realizzare una ferrovia che una strada – ha chiarito – sia sul piano economico ma anche sociale, sulla qualità di vita e di minore inquinamento dell’ambiente. Forse con un riferimento al progetto di Ferrovia da Trento alle valli di Fiemme e Fassa di cui si sta dibattendo negli ultimi anni ma anche al progettato collegamento Rovereto – lago di Garda.
L’attualità si è incardinata con le parole deI Mario Pettenella (Trenitalia) che ha quindi citato l’arrivo dei primi Minuetto (capolavoro di confort rispetto alle vecchie Aln 668) ma anche di come il traffico passeggeri sia passato in poco tempo da circa 1.500 unità al giorno ad oltre seimila. In un cenno di saluto il dott. Roger Hopfinger (direttore regionale di Trenitalia) ha ribadito che quella scelta è stata corretta e i lavori di elettrificazione in atto confermano la volontà di investire su questa linea. La stazione di Pergine è un ottimo esempio, non scontato credetemi, di integrazione intermodale in grado di unire in un’unica struttura il trasporto ferroviario e quello su gomma. Un’iniziativa preziosa, che unisce esigenze di mobilità, storia, cultura e valorizzazione del territorio, e che si sposa perfettamente con ambiente e sostenibilità. É vero che ci sono stati anche disagi su questa linea, in una fase di grande cambiamento quale quello dell’elettrificazione e dell’ammodernamento della infrastruttura, che richiedono il nostro massimo impegno e sostegno, ma sono sicuro che la ferrovia sia la strada giusta per la comunità, la strategia vincente.
È toccato all’ingegner Roberto Murru, attuale direttore di Trentino Trasporti, portarci alla realtà odierna e alla nuova grande operatività dell’azienda in house della Provincia autonoma di Trento. “Sono già stati ordinati ed entreranno in funzione tutti entro il prossimo anno ben 10 nuovi convogli (6 treni elettrici Pop di Alstom e 4 treni ibridi Blues di Hitachi Rail) con un investimento complessivo 81,7 milioni di euro per il rinnovo del parco rotabile ferroviario destinato a migliorare il trasporto pubblico locale. I treni sono destinati principalmente alle linee ferroviarie del territorio, con un focus particolare sulla Valsugana (Trento-Bassano) per ridurre l’uso di mezzi diesel e abbattere le emissioni.
Il primo treno Pop è stato inaugurato e consegnato nel gennaio 2025. I convogli sono di proprietà di Trentino Trasporti e concessi in uso a Trenitalia (Gruppo FS Italiane) tramite un contratto di comodato. Questa operazione si inserisce nel più ampio Contratto di Servizio 2024-2033 firmato tra la Provincia e Trenitalia, che prevede 13 nuovi treni complessivi (inclusi i 10 di Trentino Trasporti), per un valore di oltre 250 milioni di euro. I nuovi treni Pop e Blues sono dotati di tecnologie avanzate che garantiscono un risparmio energetico stimato in 579 Mwh/anno e una riduzione delle emissioni inquinanti.
In questo progetto complessivo si innestata anche la realizzazione della nuova officina rotabili a Spini di Gardolo (investimento di 69 milioni) che consentirà la totale manutenzione in autosufficienza dei nuovi convogli.
“Tutto questo comporta un grande riassetto operativo di sistema – ha concluso Murru – spostando la nostra attività manutentiva nel nuovo centro a Trento Nord che prevede anche la realizzazione di una apposita bretella dalla linea ferroviaria del Brennero”. Murru ha anche citato la recente inaugurazione del nuovissimo HUB realizzato a Cavalese. Un gioiellino del sistema di autobus a servizio degli utenti dell’Olimpiade MilanoCortina2026 con l’innesto di nuovo mezzi a trazione elettrica ma destinato a diventare patrimonio degli utenti del servizio su gomma di Trentino Trasporti delle valli di Fiemme a Fassa e del collegamento con Trento.
La manifestazione è stata possibile grazie al contributo operativo di Luca Dorigatti per GFF Pocher e di Elvio Gunina (Vicepresidente ), Alessandro Bertoldi, Roberto Dematte (Model Club Pergine). E grazie è stato rivolto anche a Giuseppe Mazzaferro, nuovo gestore del bar Minuetto, dove la mattinata si è chiusa con un brindisi. C.L.




