NVIDIA Shield TV, dopo 5 anni i primi segnali: ecco cosa cambierà
Da oltre cinque anni il mondo dell’intrattenimento domestico attende notizie concrete su un nuovo NVIDIA Shield TV, ormai diventato un piccolo caso tra gli appassionati di dispositivi con Android TV. L’attesa continua, e continuano anche le incertezze, ma qualche segnale inizia finalmente a muoversi.
Negli ultimi giorni NVIDIA ha condiviso alcuni dettagli su ciò che potrebbe arrivare in un eventuale successore, pur senza confermare l’esistenza effettiva di un nuovo set‑top box. Insomma, trattasi di un assaggio che permette almeno di capire dove l’azienda sta concentrando gli sforzi.
Il punto di partenza resta la lunga storia dei dispositivi Shield TV, spesso scelti dagli utenti più esigenti per la combinazione di prestazioni, porte versatili e aggiornamenti che arrivano per anni, cosa piuttosto rara nel panorama dei box con Android TV.
NVIDIA ha sì, supportato i modelli già sul mercato col passare degli anni, ma il tempo trascorso dall’ultimo lancio, datato 2019, ha acceso il dibattito su cosa servirebbe oggi per restare al passo.
Secondo il vicepresidente senior dell’ingegneria hardware, Andrew Bell, uno dei nodi principali riguarda la gestione dei codec. Le soluzioni attuali mostrano alcune difficoltà con formati sempre più diffusi, ed un nuovo hardware potrebbe includere un supporto integrato a VP9 Profile 2 (utile per la riproduzione YouTube in HDR) e una compatibilità migliorata con HDR 10+ e AV1.
Sono dettagli tecnici, ma incidono direttamente sulla fruizione quotidiana dei contenuti, soprattutto sulle piattaforme che aggiornano continuamente le loro modalità di trasmissione.
Bell ha citato anche un aspetto più leggero ma non meno sentito: il grande pulsante Netflix sul telecomando. L’azienda valuta un modo per renderlo meno ingombrante senza alterare gli accordi commerciali con la piattaforma, una piccola modifica che potrebbe rendere il comando più equilibrato.
Per ora NVIDIA continua a proporre e aggiornare gli Shield TV disponibili, mentre i team interni sperimentano possibili evoluzioni del prodotto.
L’impressione è che non ci sia alcuna corsa verso un nuovo lancio, ma solo un lavoro costante dietro le quinte.
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