Total Reverends – Total Reverends: Nel nome di Jimi Hendrix e Jack White :: Le Recensioni di OndaRock
Abbiamo seguito per anni il cantautore e chitarrista Francesco Forni, in particolare nel progetto folk-blues condiviso con Ilaria Graziano, due album pubblicati fra 2012 e 2013. Insieme al batterista Piero Monterisi, Francesco inaugura ora un nuovo promettente sodalizio, completato in studio dalla presenza di Gabriele Lazzarotti, bassista di ruolo a Propaganda Live e prezioso collaboratore (come del resto Monterisi) dei migliori nomi del circuito romano. L’idea, nata quasi per gioco ma trasformatasi presto in una divertente alternativa per musicisti eclettici e preparati, è quella di fondere il suono vintage rock-blues, perfezionatosi fra gli anni Sessanta e Settanta, con alcune eccellenze maturate al cambio di millennio (White Stripes, Black Keys), con l’obiettivo di far percepire il risultato finale come assolutamente contemporaneo.
Missione perfettamente compiuta, con l’aggiunta di un plus rilevante, quello di creare una narrazione caratterizzante: le canzoni vengono presentate da musicisti-ecclesiastici, sì, avete capito bene, e l’intento è particolarmente chiaro durante le esibizioni dal vivo dei Total Reverends, quando sia il duo-trio base, sia gli eventuali ospiti si presentano sul palco con un nome d’arte, indossando abiti talari. Francesco Forni è Padre Terno, Piero Monterisi è Monsignor Terisi e i testi sono farciti di riferimenti religiosi. Ma oltre all’aspetto ludico, poi c’è la musica e si fa sul serio: un suono profondamente “americano” che sa essere potente e aggressivo (“Love Me”) oppure canalizzarsi in ballad dall’inequivocabile sapore hendrixiano (“As We Were Lovers”, ad esempio, è la loro “Little Wing” con l’aggiunta di un ritornello estratto dal Vangelo secondo i Beatles).
Fra preti, suore, preghiere e benedizioni, “Total Reverends” contiene sette singoli già centellinati negli scorsi mesi più tre inediti, fra assoli funambolici e un songwriting di ottima qualità, realizzato tenendo fisso sul comodino il santino di Jack White. Un disco nobilitato dalla presenza di numerosi ospiti, tanti amici che consegnano contributi determinanti: la già citata Ilaria Graziano, Violante Placido, Rodrigo D’Erasmo, Roberto Angelini, per un disco che così diviene piacevolmente corale. La Santa Messa trova il proprio epilogo con l’esecuzione di – ovviamente – un rock-blues, “Uniforms”, liberamente tratto dal libro del profeta George Harrison, un duetto condiviso con Roberto Dell’Era, il perfetto sparring partner per concludere la celebrazione. Per non dimenticare mai di santificare ogni festa.
31/01/2026




