Marche

Le prime visite sold out (tour a 10 euro, la pioggia non scoraggia i partecipanti). Basilica, si cerca l’abside

FANO Nonostante la pioggia e il freddo, le prime visite guidate organizzate dall’amministrazione comunale a pagamento (10 euro) nelle aree archeologiche del centro storico, dopo la scoperta della basilica di Vitruvio, hanno ottenuto un grande successo. Le prime due organizzate nel pomeriggio di ieri hanno subito registrato il tutto esaurito. Il tetto massimo era fissato a 30 partecipanti per turno, ma se ci fosse stata un’ulteriore disponibilità, i gruppi sarebbero stati ancora più folti.

Posti liberi oggi pomeriggio

Da un rapido sondaggi effettuato nella sala Morganti, punto di incontro, in cui iniziavano le visite, è risultato che un buon 40 per cento si trattava di persone residenti in altre località delle Marche e anche fuori regione. Per le visite in programma oggi sono ancora disponibili posti solo per i turni pomeridiani delle 15 e alle 15.45; esauriti i posti per le visite del mattino. Oltre alle indicazioni delle guide presenti nei siti le visite, che sono state coordinate dal dirigente dell’assessorato alla Cultura Ignazio Pucci e dalla funzionaria archeologa Claudia Cardinali, hanno consentito anche a non pochi fanesi di entrare per la prima volta negli ambienti ipogei sottostanti l’ex convento di Sant’Agostino, dove si trovano le imponenti sostruzioni del tempio di Giove che dopo la scoperta della basilica ha ritrovato la sua vera identità.

Le visite sono iniziate dalla sezione archeologica del museo civico che con le sue stanzette e gli spazi estremamente ridotti, di fronte a un’affluenza simile, dimostra tutta l’incapacità di rispondere ai nuovi compiti didattici conseguenti all’importanza che sta assumendo la Fano romana. Gli stessi reperti più preziosi, come il ritratto con la pettinatura all’Ottavia e la statua della Fortuna con la cornucopia meriterebbero un risalto maggiore. Ma il fulcro della visita è stata piazza Andrea Costa con i resti della basilica di Vitruvio della quale sono stati ritrovate 4 colonne e alcuni piccoli tratti di due murature.

D’ora in avanti gli scavi non procederanno più a trincea, ma dovrebbero porre allo scoperto tutta l’area del terzo settore alla ricerca del “tribunal” e della “aedes Augusti” che si trovavano nell’abside della basilica, oltre naturalmente ad altri resti di quest’ultima. Allo stesso tempo le ricerche procederanno anche sul retro della basilica dove è venuto alla luce un lungo muro romano considerato pertinente all’antico mercato di pesce e carne, il macellum, di cui si dovrebbe rilevare la pianta.

Gli scavi

Il tutto figura frammisto ai ruderi del convento rinascimentale di San Daniele e alla sua chiesa, di cui l’impianto originario risale al XIII secolo. Sono stati rinvenuti poi dei sili, per la conservazione di derrate alimentari e tombe medioevali che hanno intaccato lo strato romano. «Questa è la nostra identità che riemerge e che finalmente possiamo raccontare al mondo» ha dichiarato il sindaco Luca Serfilippi.




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