Giustizia in Friuli Venezia Giulia: carenze organico

Una regione dove l’amministrazione della giustizia è “virtuosa”, a dispetto dei “vuoti di organico dei magistrati” e della “drammatica carenza di personale amministrativo”. Carenze che permangono nonostante gli sforzi dell’ amministrazione centrale, che nei recenti anni ha fatto “assunzioni massicce, senza precedenti, e concorsi con una cadenza mai registrata”. Tutto questo a stento è riuscito a far fronte al forte esodo che si è verificato in precedenza. Si tratta della situazione descritta dalla presidente della Corte d’Appello di Trieste, Maria Caterina Chiulli, riferita al distretto giudiziario del Friuli Venezia Giulia, espressa alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2026 nell’aula magna dell’Università del capoluogo regionale. Per Chiulli, come riportato dall’Ansa, “si parla molto di riforma e meno di amministrazione, di finanziamenti” e risorse, anche in considerazione del fatto che una “tutela dei diritti passa per una giustizia efficiente”, che poggia sulle caratteristiche di “indipendenza e imparzialità” e su quella “condizione che è la capacità del giudice di rendere giustizia, di cui dobbiamo rendere conto”. Per la presidente della Corte d’Appello “occorre un piano di assunzioni” tra gli altri di dirigenti e cancellieri; e “procedere con una intesa Stato-Regione” per garantire mobilità del personale.
Cosa manca
Agli organici carenti (nella sola Corte di Appello di Trieste mancano 45 dipendenti su 72) si affiancano la “parziale soluzione” offerta dal “nuovo ufficio del processo, le troppe criticità nella informatizzazione e i ritardi nel processo telematico che nel settore penale sta prendendo forma” soltanto oggi “ma senza formazione del personale e in assenza di una pronta e celere assistenza”. Nel distretto la percentuale di mancata copertura dei togati è del 17 per cento alla Corte appello; del 19 per cento nei tribunali; la situazione peggiore riguarda però i giudici ausiliari, di cui manca il 83 per cento. Nonostante questo, per Chiulli “il distretto di Trieste è una realtà virtuosa per efficienza, produttività e durata del processo: in questo distretto la funzione giurisdizionale è esercitata con efficienza e professionalità”, rispondendo alla richiesta della società. In particolare, “il tempo per definire una causa è di 232 giorni, con una riduzione del 10 per cento rispetto all’anno precedente, contro i 533 della media nazionale”.
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