“Non basta la promessa, vogliamo il ripristino certo del salario accessorio”

“Non basta la volontà politica: serve un impegno formale e definitivo per il ripristino del salario accessorio”. È la posizione espressa dalla Fp Cgil Chieti e dalla Rsu Fp Cgil dell’Asl 02, dopo l’incontro del 29 gennaio 2026 presso l’assessorato regionale alla sanità.
Al centro della vertenza c’è il salario accessorio per il personale della sanità pubblica, decurtato negli ultimi anni nonostante l’esistenza di fondi aggiuntivi regionali previsti dal cosiddetto decreto Calabria. Secondo il sindacato, si tratta di una penalizzazione ingiusta che ha colpito sia il comparto (infermieri, oss) sia l’area sanitaria (medici, dirigenti).
La Fp Cgil, insieme alla Uil Fpl Abruzzo, ha avviato una serie di iniziative di informazione rivolte ai lavoratori delle Asl, valutando anche la proclamazione dello stato di agitazione per sollecitare l’apertura di un tavolo prefettizio regionale.
Durante l’incontro, la Regione Abruzzo ha espresso l’intenzione di destinare risorse al ripristino del salario accessorio. Ma la Fp Cgil frena gli entusiasmi: “la sola volontà non basta. Serve un impegno scritto, preciso e definitivo, che metta nero su bianco le cifre e i tempi”.
Resta aperto anche il tema dell’indennità di pronto soccorso, prevista per legge nazionale e regolata nei criteri di ripartizione a livello regionale. Per la Fp Cgil, alcune organizzazioni sindacali si stanno attribuendo meriti su risorse già stanziate per legge, mentre l’obiettivo vero deve restare il recupero delle somme decurtate.
Il sindacato ribadisce: “si andrà avanti finché non ci sarà un documento ufficiale che confermi in modo chiaro e vincolante il ripristino del salario accessorio per tutti i lavoratori della sanità pubblica”.
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