Liguria

Sampdoria, Gregucci scatenato: “Ci siamo aggrappati all’osso ma non basta. Gioca chi sa dare qualcosa”


Genova. Un Gregucci scatenato in sala stampa dopo la vittoria della Sampdoria contro lo Spezia. Il mister coglie l’occasione per fare il punto sulla squadra con grande sincerità per tenere i piedi per terra. “Complimenti ai ragazzi che si sono aggrappati su uno specchio scivoloso, complimenti a tutto lo staff che sta lavorando per portare la nave in porto ed è difficile. Abbiamo fatto un primo tempo discreto provando a tenere in controllo la partita, ma l’indice di pericolosità è basso e fai fatica a guadagnare campo. Manca qualcosa, un po’ di lucidità. Stiamo, con un pizzico di fortuna, portando a casa qualche clean sheet di porta inviolata. Però si poteva annusare che sarebbe stato l’episodio a portarla di qua o di là. Ci siamo aggrappati all’osso coi denti, ma non basta. Ho fatto i complimenti allo staff per la dedizione, l’attaccamento. Teologicamente il dio del calcio ci ha guardato e premiato stasera, in altre occasioni non lo fa. Ora bisogna portare in condizione una squadra che vince, ma che è tirata all’osso, perché c’era gente coi crampi. A Di Pardo ho lanciato una bottiglietta in mezzo al campo per idratarlo. Non l’ho mai fatto in carriera. Io faccio un’analisi più lucida possibile, dovremo fare meglio”.

Per Gregucci lo Spezia guadagnava campo con palla lunga. “Al netto del nostro nome, brand e pubblico la serie B è questa. Quando non trovo le linee lancio e se non trovo impatto quando rimbalza la palla sulla linea avversaria vinco le partite. Quando non hai linea di passaggi ti devi appoggiare davanti”.

Tutte le partite saranno decisive, per Gregucci non si scappa e quello che cerca nei suoi giocatori è la personalità, il sapersi prendere le responsabilità.

Si sofferma, in base alle domande, su alcuni elementi: “Ricci può somigliare a Esposito, ha caratteristiche diverse rispetto agli altri centrocampisti, ma gioca chi ha da dare prestazioni e mette dei contenuti durante la gara. Palma ha fatto una grande prestazione e ha prestanza, ma io ho visto un errore che paghi nel calcio dei grandi. Si vede che è un impattatore. L’attaccante ti misura dopo due minuti se sei una figa o uno col grimaldello. Lui a 17 anni ha fatto una grande partita, in porta abbiamo uno di 19 anni. Prima di dire la banalità che i giovani devono sbagliare, io dico che i giovani se sono bravi giocano. Va in campo chi è in condizione di dare”.

Chi non è piaciuto è Pafundi: “Gli sono state date occasioni, ma deve capire tante cose, è questione di maturità”. Su tutta la trequarti qualcosa non funziona e per rendere l’idea usa un paragone forte: “Devono prendersi le responsabilità, non farsi una serie di pugnette che non servono a niente”.

Brunori invece è piaciuto a Gregucci: “Ha messo dei contenuti dentro la partita, lavorato molto per la squadra. Dopo tanti anni a Palermo viene in un’altra realtà, uno si appiattisce con l’ambiente dopo tanti anni nello stesso posto. Io ho visto qualcosa, a me non interessa cosa fa il singolo per se stesso, ma cosa fa il singolo per la squadra: qualche pulizia di pallone importante”.

Su Di Pardo e Cicconi commenta: “Hanno fatto due importanti salvataggi, ma possono fare meglio. Per qualità di piede uno, per qualità di corsa un altro. Hanno qualche scusante, uno che è uno strappatore deve migliorare la sua condizione. Avremo a breve tre gare settimanali e aggiustarlo diventa un po’ difficile, bisognerà migliorare la condizione per rendere i ragazzi in campo più efficaci. Possono dare contributo alla Samp”.

Il fatto che in campo dal primo minuto non ci fossero più giocatori dell’anno scorso commenta: “Dobbiamo diventare più in fretta una squadra solida. Devono far confidenza con ambiente, le squadre di calcio che fanno la letteratura giocano insieme da tempo, i compagni con uno sguardo capiscono se vogliono il passaggio sopra o sotto, questa è una squadra per così dire rigenerata”.




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