“L’Abruzzo non è immune, attenzione alta su Vastese e Chieti”

“L’Abruzzo non presenta fenomeni endemici e diffusi di criminalità, ma deve essere tenuto sotto costante controllo per evitare infiltrazioni mafiose, specie camorristiche e della cosiddetta quarta mafia foggiana”. È quanto ha dichiarato il procuratore generale presso la Corte d’Appello dell’Aquila, Alessandro Mancini, durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario, come riportato da Agi.
Secondo Mancini, l’Abruzzo non registra forme autoctone di criminalità organizzata, ma non è immune alla presenza operativa delle principali mafie italiane, che agiscono in modo “diffuso e intermittente” con finalità economico-finanziarie, in particolare nelle aree costiere di Pescara e Chieti. La Direzione investigativa antimafia evidenzia che l’attenzione è puntata su appalti pubblici e settori come ristorazione, edilizia, logistica e gestione dei rifiuti.
Emblematico, secondo il pg, il fenomeno dei subappalti pubblici gestiti da imprese intestate a prestanome legati a sodalizi criminali. “Nel semestre, la prefettura dell’Aquila ha emesso diverse interdittive antimafia – ha ricordato Mancini – segno di una vigilanza concreta”.
A livello statistico, i dati relativi al 2025 mostrano una criminalità sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente, ma con una crescente percezione di insicurezza. Pescara risulta la provincia più colpita (31esimo posto in Italia), seguita da Teramo (53) e Chieti, con un aumento delle truffe digitali e dei reati predatori.
Attenzione anche ai reati contro le fasce vulnerabili, con un focus sulla violenza di genere. “Nel primo semestre del 2025 si è registrato un calo del 20% dei casi, ma la situazione resta grave – ha sottolineato Mancini –. La maggior parte delle misure cautelari riguarda reati del Codice Rosso, segno che la violenza di genere continua a essere un fenomeno allarmante, nonostante le campagne di sensibilizzazione”.
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